11 dicembre 2019

Spettacoli

Chiudi

04.05.2019

Minghi, notte bella e magnifica Un elastico musicale tra i ricordi

Amedeo Minghi durante il concerto al Salieri FOTO BRUSATI
Amedeo Minghi durante il concerto al Salieri FOTO BRUSATI

Fan da tutta Italia per il grande melodista italiano che trasforma il concerto al teatro Salieri in un happening. Amedeo Minghi ieri sera a Legnago (in un concerto organizzato dagli Amici di don Walter) ha richiamato appassionati da tutto il nord Italia. Così il Maestro ha organizzato un incontro prima dello show per incontrarli tutti, parlando dei suoi progetti, compreso il nuovo singolo "E... John", riflessione sull'amore totale fra Lennon e Yoko Ono che, oltre a far parte del concerto, ne è anche sigla. Il programma dello show al Salieri va avanti e indietro nel catalogo di un autore pop che un pubblico maturo e molto caldo. «Questi concerti sono a elastico», riflette Minghi, «e posso andare avanti e indietro nella mia storia». Alcuni brani non possono non finire in un suo concerto, come "Notte bella magnifica", e lo sa pure lui: «No, non posso levarla dalla scaletta, come Saint Michel, che mi porterò dietro ancora per tanti anni, forse per sempre». Il pubblico gli perdona tutto, compreso un momento in cui dimentica i versi di un brano: «Mi ero perso nel sogno», si scusa in materia poetica Amedeo. Ma è la prima data del nuovo tour, e ci può stare. Applausi caldi per il brano su papa Giovanni Paolo II ("Un uomo venuto da lontano") che non avrebbe bisogno di arrangiamenti così ridondanti: tolgono potenza a parole come "Va' e ricorda a questo cuore mio che Caino sono pure io". Di questo e altri sentimenti, soprattutto l'amore, vive il concerto, dove trova posto anche l'utopia. «Da ragazzo immaginavo un mondo senza confini e speravo ci fossimo vicini con l'Europa, e invece le cose sono peggiorate». Chi si aspetta che il Maestro scivoli nella politica, però, resta deluso: «Non parlo di politica; sono un uomo libero», confessa. «Ma un'utopia è possibile: per chi si ama davvero, il mondo è bello». Romantico lo è sempre, ma ieri è pure ironico. Notevole il siparietto sulla canzone napoletana: «Anche i Pink Floyd ne sono stati influenzati». E canta "Hey, Ciro..", sulle note di "Hey, teacher...". È solo un momento, ma dice molto della sua attitudine. •

Giulio Brusati
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1