18 novembre 2019

Spettacoli

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16.10.2019

Loreggian sensibile e preciso con il Coenobium Vocale

L’organista Roberto Loreggian a San Bernardino FOTO BRENZONI
L’organista Roberto Loreggian a San Bernardino FOTO BRENZONI

Il secondo appuntamento dell’Ottobre Musicale di San Bernardino ha portato nella chiesa francescana un numeroso pubblico intervenuto per apprezzare, come hanno dimsotrato gli applausi, l’organo di Francesco Zanin, collocato nella originale quattrocentesca cassa a nido di rondine, sul lato sinistro della navata. Protagonista, come lo scorso anno, Roberto Loreggian, affiancato al Coenobium Vocale, magnifico gruppo corale maschile diretto da Maria Dal Bianco. Il programma di quest’anno ha avuto ancora come perno Girolamo Frescobaldi, autore particolarmente caro a Loreggian che ne ha inciso l’opera completa, con la Messa della Madonna tratta dalla raccolta “Fiori Musicali” del 1635, ma con una interessante alternanza affidata al gregoriano della Missa Cum Jubilo e una bella Ave Maria polifonica di Palestrina che ha preceduto il conclusivo celebre Recercar con “obligo di cantare la quinta parte senza tocarla”. Non aggiungiamo nulla a quanto sappiamo sulla sapienza tecnica e musicale di Roberto Loreggian, anche se l’impressione sui pezzi strumentali era che l’organo Zanin avrebbe bisogno di una buona messa a punto. Straordinariamente sensibile e accurato, l’organista vicentino sceglie sempre con intelligenza le sonorità giuste, questa volta anche in relazione all’alternanza con le voci. Ci piace evidenziare invece l’altissima prestazione del Coenobium Vocale che ha regalato un gregoriano fluido e perfetto, nella non semplice vocalità della Cum Jubilo. Una ventina di voci calibratissime, colore omogeneo, intonazione precisa: uno strumento quasi miracoloso nelle mani della direttrice Dal Bianco, creatrice di questa realtà davvero speciale. Una serata carica allo stesso tempo di misticismo ed emozione musicale. Una sottolineatura particolare per i fuori programma: il suggestivo Stetit Angelus a cappella di Giovanni Bonato, eseguito in quattro gruppi separati lungo la navata della chiesa e, infine, l’immancabile omaggio a Terenzio Zardini con il bel Sicut Cervus per coro e organo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

C.Z.
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