24 giugno 2019

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08.06.2019

Jovanotti, un disco da ballare Funk e freestyle nelle spiagge

Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti
Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti

ROMA Che festa sarebbe senza la giusta playlist? Mare e spiaggia c’erano già, gli invitati anche, ora è arrivata anche la colonna sonora per i Jova Beach Party, i live che dal 6 luglio animeranno 15 spiagge italiane. «Per visualizzare l’idea che stava nascendo - ha raccontato Lorenzo Cherubini, alla sua Jova Radio - serviva qualcosa di nuovo per visualizzare le spiagge, il pubblico che balla. E allora mi sono messo a scrivere». Il risultato è la pubblicazione a sorpresa del Jova Beach Party, un Extended play con sette nuove canzoni (Polydor), più una ghost track. «Fino all’ultimo momento non pensavamo di farlo uscire: serviva a me, per connettermi con una musica più ritmica, immaginandola live, nei miei dj set. Quando abbiamo cominciato a suonare, i provini sembravano pezzi già pronti. E così ecco il disco», ha aggiunto Jovanotti con il proverbiale entusiasmo: «Queste canzoni vanno immaginate come colonna sonora del film che ho nella testa e di cui siamo tutti protagonisti». Nell’Ep, nel quale ogni brano si fregia di una collaborazione eccellente, l’obiettivo dichiarato è quello di ballare, di divertirsi; la base dei sette pezzi è festaiola, senza che il marchio della scrittura di Lorenzo, impregnata di romanticismo, avventura, vitalità, energia, attenzione alle parole, sia mai scalfita. «È pura passione per la musica, niente altro che passione per la musica e per quello che la musica fa accadere». Si va da ritmi afro, a sonorità mediterranee, dal funk al soul, passando per il flamenco e il freestyle, nel segno dell’estate. Il primo pezzo, «Prima che diventi giorno», è stato prodotto da Rick Rubin, che aveva già firmato «Oh, Vita!» e a suonare la batteria è arrivato «il più grande del mondo», Chris Dave. Le coriste sono state rubate a Kanye West, che registrava negli stessi giorni. Per «Nuova Era», brano tra house music e afro, ha chiamato il re Mida della musica italiana: il produttore e musicista Dardust. In «Vado», c’è Charlie Charles («colui che ha portato un suono nuovo in Italia»). «Il testo l’ho improvvisato in freestyle, poi è rimasto così. Canto “vado, non mi fermeranno mai” e mi viene in mente la migrazione, la tenacia di chi parte, di chi non si guarda indietro, perchè non esistono i ritorni, si parte e basta, si parte sempre». La band di cumbia elettronica, Cacao Mental, arriva ad arricchire «Fiesta», dal suono potente e ancestrale. «È musica cerimoniale che piacerebbe anche al presidente della Repubblica. Anche a Pertini, un gran figo. Nel disco anche gli Ackeejuice Rockers in «Tutto un fuoco» («il flamenco diventa afrobeat, poi dance soul, alla fine è un pezzo un pò sensuale») e dj Ralph, «il decano dei dj italiani della dance floor», in «Il Sole sorge di sera». L’ultimo pezzo, «Perchè tu ci sei», è un esperimento con Paolo Baldini, «king della dub». •

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