17 agosto 2019

Spettacoli

Chiudi

15.07.2019

J-Ax fa vibrare il suolo millenario In Arena tutti in piedi, qui si balla

Il rapper Alessandro Aleotti, J-Ax, durante lo spettacolo in ArenaJ-Ax in Arena ha conquistato il pubblico tra cori e balli FOTOSERVIZIO BRENZONI
Il rapper Alessandro Aleotti, J-Ax, durante lo spettacolo in ArenaJ-Ax in Arena ha conquistato il pubblico tra cori e balli FOTOSERVIZIO BRENZONI

«Mi hanno detto che all'Arena sarebbero stati tutti seduti e invece io vi voglio vedere ballare tutti!». J-Ax, all'anfiteatro ieri sera per una tappa speciale del tour che festeggia i 25 anni di carriera, parte forte fortissimo, pigiando sull'acceleratore: un palco senza copertura, schermi bassi, un graffiti artist, Raptuz, a creare scenografie all'istante. E una rock band con dj Zak e un altro rapper che fa da maestro di cerimonie come Space One. E una valanga di musica: oltre 30 brani per uno show diviso in varie parti. Con le immagini che ricordano fatti di sangue e cronaca, morti eccellenti e divi, disastri e attentati, rivolte e gossip. Una carrellata che serve da contraltare, ma anche da corredo alle parole delle canzoni. Una scansione temporale che fa capire come Alessandro Aleotti (il vero nome di Ax) sia entrato nell'orizzonte di una generazione come una specie di faro, un termometro o un navigatore. La partecipazione è totale e gli inviti ad alzare le mani e ballare vengono seguiti con un entusiasmo che non vedevamo da anni in Arena. Cantano tutti, anche certe rime complicate. «Siete pronti a far vibrare questo suolo millenario?», chiede Ax. Con "Gente che spera" le braccia ondeggiano e tutti si muovono. Ma anche se si balla, J-Ax sposa da sempre la filosofia degli americani Funkadelic: "Libera la tua mente e il tuo didietro la seguirà". Si balla, ma con testi che graffiano e non risparmiano nessuno. È musica da rabbia, anche quando si celebra l'amore o quello che Ax pensa che sia una serata perfetta con la sua dolce metà ("Spirale ovale"). In "Domani smetto" mette in fila tutte le cose sbagliate che non avrebbe dovuto fare, e che invece ha fatto. Poi parte la sezione dedicata agli Articolo 31 ed è nostalgia degli anni '90, ma non è tutto un revival. In "2030" si immaginavano un futuro con Ambra prima donna presidente della Repubblica, e non è detto che sia una boutade. C'è la rivendicazione del tamarro rap e di una carriera costruita partendo dal nulla, da "italiano medio" (col dito medio). La partecipazione è totale e l'Arena - manca poco al tutto esaurito - non si siede mai e canta sempre. Ci sono due strofe, una recente e una degli Articolo 31, che racchiudono il senso della parabola artistica di Ax: "Tutto quello che amo fare è immorale o illegale" e "(Vengo) Da Garbagnate e so cos'è la fame e non mi piace". Non si fermerà qui, ovvio. Anche perché ora ha valori ancora più saldi, come canta in "Tutto tua madre", dedicata al suo bambino. Ax non dimenticherà mai questa serata: «Mio figlio mi ha visto per la prima volta in concerto, qui, in Arena». Non poteva scegliere data migliore. •

Giulio Brusati
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1