18 novembre 2019

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14.10.2019

Il ritorno di Niccolò Fabi parla zen: «Io sono l’altro»

Il cantautore Niccolò Fabi
Il cantautore Niccolò Fabi

Con il ribaltamento della questione «chi siamo noi e chi sono gli altri?», torna in scena Niccolò Fabi, il cantautore romano premiato e osannato per l’album “Una somma di piccole cose” (‘16). Dopo la raccolta “Diventi inventi” (’17), Fabi ha pubblicato il singolo “Io sono l’altro”, ora in radio e in streaming, un piccolo anticipo dell’album di inediti “Tradizione e tradimento”, uscito l’11 ottobre. Le due parole del titolo hanno la stessa etimologia: consegnare a qualcuno qualcosa che ci viene affidato, la trasmissione di credenze, idee, usi e costumi, linguaggi, miti; nel caso del tradimento, si intendeva la consegna al nemico della bandiera o dell’insegna di una città. Gli altri titoli delle nuove canzoni dicono molto sull’argomento del disco: “Scotta”, “A prescindere da me”, “Amori con le ali”, “I giorni dello smarrimento”, “Nel blu”, “Prima della tempesta” e “Migrazioni”. Il singolo “Io sono l’altro” è una spada zen sulla testa di chi ascolta: «Io sono l’altro, sono quello che spaventa, quello che ti dorme nella stanza accanto; io sono l’altro, puoi trovarmi nello specchio, la tua immagine riflessa, il contrario di te stesso. Io sono l’altro, sono l’ombra del tuo corpo, l’ombra del tuo mondo; quello che fa il lavoro sporco al tuo posto». È un inno all’empatia, a «conoscere e praticare i punti di vista degli altri», un esercizio di «grammatica esistenziale», come riuscire a indossare i vestiti altrui «perché sono stati o saranno i nostri in un altro tempo della vita». La musica ha sottili venature elettroniche, anche se è minimale e incentrata ancora su una melodia costruita sulla chitarra acustica. La voce di è sempre più convincente; le parole scendono nell’anima e a tratti urtano per la loro verità. Evidente l’influsso di cantautori americani come Bon Iver, anche se va detto che i testi di Niccolò non sono paragonabili alle pennellate cubiste di quell’autore del Wisconsin. Fabi usa termini precisi, quasi chirurgici nel descrivere emozioni e situazioni, con una leggerezza inusuale, e una profondità non comune. Per raccontare questo disco ha programmato una serie di incontri in librerie di tutta Italia. Per il tour bisognerà aspettare l’1 dicembre: molte date già esaurite - la «prima» a Ravenna, il 2 dicembre a Milano - e altre raddoppiate, come a Vicenza, il 20 dicembre (già tutto sold out) e il 21 al Comunale. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giulio Brusati
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