16 luglio 2019

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12.07.2019

«Il mio crowd-surfing in carrozzina: niente pietismo, è solo metal!»

Sofia Righetti, crowd-surfing a Villafranca
Sofia Righetti, crowd-surfing a Villafranca

Alex, il ragazzo spagnolo protagonista di uno scatto «virale»

 

Sofia come Alex. Anzi no. Senza pietismo, senza buoni sentimenti che arrivano ad addolcire la situazione, soltanto per avere qualche clic in più sul web. Soltanto la gioia di godersi un concerto in maniera diversa, “volando” sulla gente e strizzando l’occhio ad uno dei grandi protagonisti del festival metal a cui non poteva proprio mancare. Non usa mezzi termini Sofia Righetti, ma quelli non sono mai stati una sua caratteristica.

L’atleta e modella veronese, che suona la chitarra elettrica ed è diventata una portavoce dei diritti dei disabili, è stata protagonista di un episodio singolare durante uno dei concerti del Rock The Castle, la kermesse dedicata alla musica hard rock e metal che ha riempito il castello di Villafranca. Ad un certo punto durante lo show di Phil Anselmo è stata alzata con la sua carrozzina e spostata sopra la testa delle persone che l’hanno avvicinata al palco: un momento che a molti ha ricordato quanto accaduto in Spagna e riportato da media italiani e internazionali.

Ci ha messo poco infatti a diventare virale l’immagine di Alex, un ragazzo in carrozzina che fa crowd surfing - dall’inglese «surfare sulla folla» - al Resurrection Fest in Spagna, il principale festival iberico di metal, hard-rock e punk, alzato dal pubblico con la sua sedia a rotelle. Con titoloni sui giornali e sul web, che a Sofia hanno dato parecchio fastidio: «Un’onda di solidarietà rock», «A braccia alzate sopra i pregiudizi» e altri ancora.

Sofia Righetti al concerto di Phil Anselmo

 

 

«BASTA COL PIETISMO»

«Non ci siamo proprio», attacca Sofia, campionessa di sci paralimpico, modella e laureata in filosofia, oltre che appassionata di musica metal, «è da anni che si fa crowd surfing anche con persone in carrozzina, purtroppo un bel gesto è diventato il pretesto per i soliti titoli e articoli infarciti di pietismo e abilismo, qualunque sia la disabilità nessuno ha bisogno di compassione, ma di un trattamento equo e del riconoscimento del valore della persona. La notizia sarà davvero bella quando non farà più notizia. Quando sollevano persone in sovrappeso, allora dovremmo commuoverci? Spesso si riesce a fare notizia mettendola sempre e solo sul pietismo», continua la veronese che da anni ormai si fa portavoce dei diritti dei disabili, con tanta grinta e senza il bisogno di essere trattata in maniera diversa.

Sofia Righetti al concerto di Phil Anselmo

 

«I miei amici erano al bar a prendere le birre», racconta ricordando quanto successo a Villafranca, «due ragazzi che erano accanto a me mi hanno chiesto se vedevo qualcosa, gli ho risposto di no e allora mi hanno alzato: mi sono ritrovata sopra la testa della gente anche se la carrozzina ballava e c’è voluta una grande forza anche di addominali per restare in piedi, ad un certo punto Phil Anselmo mi ha guardata e allora gli ho fatto il gesto delle corna a cui lui ha risposto, che figata. Devo dire grazie anche ai ragazzi della sicurezza e a tutta l’organizzazione di Rock The Castle, sono stati super».

 

«A VERONA SI È FATTO POCO»

La passione di Sofia per la musica metal è enorme, tra l’altro suona anche la chitarra elettrica nella band Vodka 4 Breakfast. « Sofia Righetti mostra la violenza e le spalle larghe mentre fa crowd surfing andando in braccio a Phil Anselmo, sbraitando brutte parole in veneto», scrive lei stessa su Facebook, «nessuna gioia di vivere, nessuna stima, solo tanti muscoli e cattiveria per stare in equilibrio sulla sedia», così per essere chiara a tutti, senza pietismo e buoni sentimenti. Poi c’è spazio per parlare di barriera architettoniche, ai concerti ma anche in città. 

«In Italia la pedana per i disabili spesso è dietro al mixer, si vede poco o niente, e comunque ci sono pochi biglietti per i concerti», va avanti la Righetti, «per quanto riguarda Verona in effetti non sono stati fatti grandi passi avanti per eliminare le barriere architettoniche. Io per esempio da Negrar non prendo quasi mai l’autobus perchè spesso non ci sono le pedane, e in centro in diversi negozi si fa fatica ad entrare: a Peschiera ad esempio hanno messo le pedane per facilitare l’ingresso anche per la carrozzine: spero davvero che si facciano dei passi in avanti, non solo a parole».

 

Luca Mazzara
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