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05 agosto 2020

Spettacoli

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07.07.2020

Il baritono veronese
Piazzola salva
la prima della Scala

«Prima» con imprevisto alla Scala di Milano, che ha rialzato il sipario ieri sera dopo oltre 130 giorni di stop per il Coronavirus. Il baritono Luca Salsi ha avuto un malore dopo le prove nel pomeriggio e non ha potuto cantare le arie dell’«Andrea Chenier», del «Don Carlo», de «La Traviata» e del «Rigoletto» in programma nel «Quattro concerti per la ripartenza», che ha ridato il via ala stagione scaligera. Ad annunciarlo dal palco, riaccogliendo così in sala i 600 spettatori rigorosamente con mascherina e distanziati nel rispetto delle misure di sicurezza (due persone ogni quattro posti liberi per la platea e palchi singoli), è stato il sovrintendente Dominique Meyer.

 

Sul palco, al posto di Salsi, il giovane baritono Simone Piazzola che ha «riscaldato la voce nel viaggio in auto da Verona», giusto un paio di ore prima che si alzasse il sipario: «è stata un’avventura, perché quando mi hanno chiamato ero dal fisioterapista - ha spiegato - ma questo teatro è il tempio italiano della lirica ed è una grande emozione. Prima di salire sul palco ho sentito il cuore battere fortissimo che mi ha dato la giusta energia».

 

A concludere il concerto, apprezzato dal pubblico da cui sono arrivati diversi "bravi" oltre che minuti di applausi, anche un omaggio al maestro Ennio Morricone venuto a mancare la scorsa notte, con un brano tratto da «Nuovo cinema Paradiso» suonato da Beatrice Rana al pianoforte e Micha Mainsky al violoncello.

 

Al primo concerto post lockdown, anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana per cui la riapertura del teatro «riapre il cuore e la speranza», l’assessore al Welfare Giulio Gallera e il sindaco di Milano Giuseppe Sala che ha ricordato come «per rimettersi in marcia» in questo momento di difficoltà bisogna «ripartire della cultura» e il «mio augurio è che la cultura e la Scala aiutino la ripresa necessaria», ha detto arrivando al Piermarini. Misurazione della febbre, ingressi separati e gel per le mani i passaggi tassativi prima di entrare in teatro, dove ad accogliere il pubblico sono le maschere con guanti, mascherine e visiere protettive. Guardaroba, biglietterie e bar chiusi e niente chiacchiere nel foyer, dove al posto di sfoggiare abiti sfarzosi, come ad ogni Prima che si rispetti, le protagoniste erano invece le mascherine: chirurgiche per i più sobri, fiori, tricolori, pizzo o paillettes per le signore più alla moda.

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