25 gennaio 2020

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08.01.2017

Guerini e Anna Serova, incisioni preziose

La violista Anna Serova: russa di nascita, veronese d’adozione
La violista Anna Serova: russa di nascita, veronese d’adozione

Le novità veronesi del 2016 si sono concluse con un magistrale colpo del direttore d’orchestra veronese Nicola Guerini, interprete con il violinista Ilya Gringolts, di una incisione discografica -per la Deutsche Grammophone- comprendente un vasto e insolito programma di musiche di Antonin Dvorak, dal titolo «A Bohemian Rhapsody», in cui appaiono la rara Ouverture Othello op. 93, ma solida dal punto di vista tecnico, unitamente al famoso Concerto per violino in la minore op. 53 e ad altri due eccezionali interventi solistici dello strumento, Mazurek op. 49 e la Romanza in fa minore op. 11, per chiudersi con la sola orchestra nell’altra Ouverture Carnaval op. 92.

A caratterizzare Nicola Guerini è il respiro elastico della sua direzione, ma lo stesso soffio lieve si coglie nella concertazione avvolgente delle due ouverture, apprezzabili per il nitore della polifonia splendidamente fuso con la pienezza sinfonica delle sonorità orchestrali. Ma in tutta l’incisione, dove si inserisce il grande violino di Ilya Gringolts, si nota un’ampiezza di fraseggio, una ricchezza di contrasti espressivi e una sistematica valorizzazione delle componenti di cantabilità, attuate attraverso un bel legato e una sostanziosa veste timbrica, punteggiata da increspature ombrose e sensuali.

Guerini si era fatto interprete di un’altra lettura accuratissima pure in una precedente incisione, uscita nel 2016 - la viola concertante è di Anna Serova - dove ha affrontato una novità assoluta per Naxos: il Requiem del compositore contemporaneo Boris Pigovat. Una musica virile, asciutta, disperata, di un autore che fu colpito dalla violenza antisemita.

La registrazione, realizzata al Forum Karlin di Praga nel gennaio 2016, valorizza l’ottima risposta orchestrale della Praga Philharmonia.

Una novità assoluta ancora per Anna Serova con il cd «Nostalghija» (Decca) con cui la violista russa, ormai da 12 anni di casa a Verona, ha inciso assieme al pianista Filippo Faes un prezioso programma comprendente le Sonate op. 19 di Rachmaninov e op. 147 di Shostakovich.

E prima incisione assoluta delle opere per oboe e pianoforte del francese Napoleon Coste, che l’oboista veronese Enrico Calcagni ha realizzato per la Dynamic di Genova, assieme alla pianista Sonia Ballarin. Si tratta dell’integrale per i due strumenti dell’autore transalpino, conosciuto soprattutto in ambito chitarristico. Completano il cd anche due brevi composizioni di altri autori francesi, contemporanei di Coste, Hyacinthe Eléonore Klosé e Stanislas Verroust.

Un ricordo del francescano veronese padre Terenzio Zardini lo ha edito la Tactus, proponendo in prima esecuzione alcune sue composizioni per organo e la Messa In simplicitate, col Minuetto per orchestra recuperato da una precedente incisione. Vi hanno preso parte il Coro da Camera del Conservatorio Dall’Abaco diretto dal maestro Mario Lanaro, con Pier Damiano Peretti sull’organo Macioni 1944 e l’altra organista Cristina Zanella.

Gianni Villani
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