29 marzo 2020

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29.02.2020

Gualazzi ha un piano «Suono a Verona Jazz»

Raphael Gualazzi, compositore, pianista e cantante. È nato a Urbino nel 1981
Raphael Gualazzi, compositore, pianista e cantante. È nato a Urbino nel 1981

Sa cosa fare, dove mettere le mani: ha un piano, e ce l’aveva anche a Sanremo, dov’è arrivato undicesimo con un brano solare, colorato, lontano dai tempi cupi in cui viviamo. Raphael Gualazzi sta preparando il suo prossimo tour, in partenza il 26 aprile da Senigallia. Tra le tappe più rilevanti, domenica 21 giugno, a Verona, al Teatro Romano per Verona Jazz. «In fatto di live sono un integralista e un accanito sostenitore della musica suonata», dice il pianista e compositore, reduce dal Festival di Sanremo con il suo brano «Carioca», seguito dall’album «Ho un piano». A Gualazzi non piace «l’idea di dover sottostare a clic e sequenze: preferisco restituire organicità alle esecuzioni. In tour arò accompagnato dalla mia band di 7 musicisti: una sezione brass, batteria, un basso e un contrabbasso elettrico e una chitarra, per restituire alla composizione un respiro vivo». Nella scaletta dei concerti non mancherà certo la canzone sanremese, che poi di sanremese aveva poco, più vicina al carnevale di New Orleans e alle suggestioni di Rio de Janeiro. «È divertente da suonare: racconta lo spirito di condivisione da tenere sempre vivo nella musica. Carioca è la sublimazione di come la musica rappresenti la natura chiaroscurale delle nostre vite attraverso ritmo e danza». Per realizzare «Ho un piano» ha chiamato diversi produttori. «È un album poliedrico che non smentisce la linea dei precedenti (Love Outside the Window, Reality and Fantasy, Happy Mistake, Love Life Peace - dal 2005 in poi). Io nasco musicista e non posso rinunciare a tutti i colori della musica che si sviluppano attraverso la collaborazione con questi produttori ai quali ho subito detto: ho un piano. Perché il centro artistico di tutto è sempre il pianoforte e la voce. A cambiare sono soltanto i processi creativi ai quali per me è importante partecipare sin dall’inizio». Tra i nuovi brani spicca «Italià», con l’accento in fondo. «È un brano che nasce con un approccio satirico. Parla del tema dell’immigrazione e di come, irresponsabilmente, alcuni politici abbiano gestito la situazione puntandoci il dito contro e alzando dei muri alti, con il filo spinato, anziché creare dei ponti, in senso metaforico ma anche reale, per prendersi la responsabilità insieme». Il suo tour 2020 è prodotto da Massimo Levantini per JustmeLevarco. La rassegna Verona Jazz è organizzata e promossa da Imarts nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese in collaborazione con il comune di Verona. I biglietti già in vendita. •

Giulio Brusati
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