29 gennaio 2020

Spettacoli

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23.11.2019

Da Berlino a Trilussa
Al Filarmonico tutto
l'universo di Agnelli

Una canzone sull'aborto, i ricordi del periodo a Berlino, un brano dedicato alla rinascita in un disco influenzato dalla scomparsa di suo padre («La vedo la tua luce»). Una poesia di Trilussa, "La vipera convertita" in crisi di coscienza, dedicata a un fantomatico personaggio a cui dice: «Er veleno ch'hai sparso fra la gente, crisi o nun crisi, resta sempre quello». E poi un brano del cantautore Daniel Johnston, che tradotto fa «L'amore vero alla fine ti troverà», cantato per la figlia di 14 anni… .

Il concerto di ieri sera di Manuel Agnelli al teatro Filarmonico non sembra avere uno schema apparente. Anche perché non è un concerto vero e proprio ma la riaffermazione di un principio, di una legge che vige tuttora per il leader degli Afterhours e anche per l'ex giudice di X Factor, che sono la stessa persona, anche se qualcuno pensa che l'uno abbia venduto l'anima per essere l’altro.

 

 

In video, due brani eseguiti da Agnelli con Rodrigo D’Erasmo, violinista e tastierista: “Male di miele” e “Musa di nessuno”.

La recensione completa su L’Arena di oggi.

Giulio Brusati
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