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14 agosto 2020

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01.08.2014 Tags: Musica

Carlo Bologna, una vita di musica e giornalismo

Oggi pomeriggio, a conclusione del secondo Concorso internazionale scaligero Maria Callas, la giuria critica sarà chiamata ad assegnare al Filarmonico anche il Premio Carlo Bologna, promosso dal nostro quotidiano e destinato a una giovane promessa, emersa nel concorso. Ricorda la figura del grande giornalista e grande critico musicale dell'Arena, un pilastro del giornale, che si spense il 26 febbraio 1996. Carlo Bologna istituì nel 1970, su incarico dell'allore direttore Gilberto Formenti, la prima redazione di cultura e spettacoli dell'Arena, che guidò poi per quasi vent'anni. Come giornalista si segnalò per l'intensa attività anche all'interno dell'Ordine dei giornalisti del Veneto (ne fu prima tesoriere poi presidente per ben cinque mandati consecutivi dal 1974 al 1989) e dell'Ordine nazionale a Roma. Dal 1986 al 1993 insegnò storia della musica e del teatro musicale all'Accademia Cignaroli e all'Università della terza età.
Tra i suoi scritti sono da ricordare l'ampio capitolo Dalla musica post-rinascimentale ai giorni nostri nel volume La musica a Verona (1976), il saggio Wolfgang Amadeus Mozart, maestro di cappella dell'Accademia Filarmonica di Verona, stampato per il bicentenario mozartiano (1991) e, nella stessa circostanza, un lavoro monografico sui Quintetti per pianoforte dello stesso compositore austriaco.
Carlo Bologna ha sempre mantenuto al centro del suo appassionato lavoro di ricercatore, saggista e critico la cultura e la tradizione artistica veronese. A lui si devono la riscoperta e la rivalutazione di diversi musicisti della nostra terra, da Antonio Salieri a Carlo Pedrotti, Franco Faccio, Italo Montemezzi, che hanno richiamato l'attenzione generale, e una ripresa della produzione più significativa. Memoria storica delle vicende musicali veronesi dell'ultimo mezzo secolo, raccontate in prima linea come critico e con la competenza e la lucidità di linguaggio che lo contraddistinsero, Bologna lasciò l'ultima significativa testimonianza della sua dedizione alla causa della cultura e della storia della nostra città in un lavoro poderoso ed ancora inedito: la cronologia delle rappresentazioni melodrammatiche a Verona dal 1650 al 1995. Oggi verranno anche ricordati i 18 anni dalla sua scomparsa.

Gianni Villani
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