11 dicembre 2019

Spettacoli

Chiudi

08.05.2019 Tags: Verona , Andrea Belfi , Thom Yorke

Belfi, il musicista veronese che aprirà
il tour europeo di Thom Yorke

Andrea Belfi
Andrea Belfi

Quando ha iniziato a suonare, intorno ai 14 anni, in un gruppo punk hardcore, Andrea Belfi non avrebbe mai immaginato un giorno di «fare da spalla» a Thom Yorke dei Radiohead in un tour europeo.

Gli esordi del musicista veronese (intorno al 1993-94) coincidono con l’uscita del primo album del gruppo rock inglese, “Pablo honey”. Insomma, è come essere invitati a condividere il palco con i propri artisti preferiti.

 

Il musicista Andrea Belfi

Andrea Belfi alla batteria

 

Andrea, già collaboratore di Mouse on Mars, Carla Bozulich, Mike Watt, David Grubbs e Stefano Pilia, e apprezzato a Verona per i suoi trascorsi con Rosolina Mar e Hobocombo, da anni vive a Berlino ed è stato scelto come apertura ai concerti europei di Thom Yorke Tomorrow’s Modern Boxes.

Si tratta degli show tra musica e visual che il leader dei Radiohead ha in programma a luglio, insieme al produttore Nigel Godrich e il visual artist Tarik Barri. Tra le date più prestigiose, fissate finora, ci sono quelle a Colonia (2 luglio), al Montreux Jazz Festival (4), al Days Off a Parigi (7 e 8) e poi in Italia, al Collisioni Festival a Barolo (16 luglio), a Ferrara Sotto le Stelle (18) e a Umbria Jazz (20).

 

Thom Yorke, nuovo disco è su BitTorrent

Thom Yorke

 

Belfi è stato chiamato proprio da Yorke, Godrich e Barri come «special guest», in virtù della sua reputazione come batterista e compositore, e per i suoi dischi, come il più recente “Ore”, pubblicato dall’etichetta inglese Float.

Negli ultimi anni Belfi è riuscito a costruire un percorso artistico che combina la batteria tradizionale (il suo non è certo un kit molto complesso) e i suoni elettronici. Oltre al drumkit basilare, usa un sintetizzatore Nord Modular e un campionatore per fondere diversi timbri. Ed è spettacolare da vedere, forse più che da ascoltare: nel video di “Lead”, tratto da “Ore”, le immagini di una metropoli dall’alto si appoggiano su un brano che non cala mai, con una tensione che cresce stile thriller.

Pur essendo un album di percussioni, batteria e pochi altri strumenti, “Ore” colpisce per le dinamiche e il gusto sonoro. Siamo in un arco che va dal jazz ambient di “In a silent way” di Miles Davis alle sperimentazioni del batterista Glenn Kotche che nei Wilco suona indie-folk. Lontano dai suoni usuali, è facile capire come possa piacere a Yorke che da solista cerca di non suonare come i Radiohead né comw un possibile artista rock.

Così Belfi è un batterista che esplora i limiti del suo strumento e le connessioni con bordoni ed elementi elettronici, suonando come un compositore piuttosto che come un batterista. Musica che apre la mente.

Giulio Brusati

Puoi leggere anche

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1