24 aprile 2019

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15.04.2019

Achille Lauro: «Mi canta pure Montalbano, è fatta»

Boss Doms, una fan e Achille Lauro alla Feltrinelli
Boss Doms, una fan e Achille Lauro alla Feltrinelli

Se anche il «commissario Montalbano & famiglia» cantano la tua canzone mentre vanno in auto, allora è fatta. Sul web trovate il clip di Luca Zingaretti con Luisa Ranieri e le loro bambine che cantano e ballano “Rolls Royce”. «Eccerto che abbiamo visto il video! Hai voglia!», sorride Achille Lauro, romano, classe ’90, rapper (ma ora è più cantautore) in giro per l’Italia con l’amico e produttore Boss Doms per presentare il nuovo album “1969”, anticipato dal singolo “C’est la vie”. Alla Feltrinelli hanno trovato duecento ragazzi e ragazze, in attesa di selfie e abbracci. Achille, partiamo proprio da “C’est la vie”: è una canzone romantica, perfetta per Sanremo. E invece all’Ariston lei con Boss Doms ha portato un pezzo punk… Eh, ma sarebbe stata la normalità andare a Sanremo con un pezzo che parla d’amore, anche se è amore cinico. Veniamo da un altro mondo e volevamo portare un brano di rottura, chiamiamolo pure il nostro nuovo rock’n’roll. Ecci pare che abbia funzionato, no?. Sì, ma qual era l’intento? Provocare? Portare qualcosa di diverso. Non volevamo provare a vincere ma dimostrare che il Festival non è adatto solo alla canzone italiana standard, ma ci può stare la vera musica italiana di oggi che riflette la realtà. Com’è stata accolta “Rolls Royce”, finito Sanremo? Bene, nonostante le critiche senza senso (le accuse di Striscia la Notizia, ndr). Tutto il mondo dello spettacolo è stato dalla nostra parte, perché quelle accuse (i riferimenti – assenti – alle droghe, ndr) erano palesemente inconsistenti. “Rolls Royce” è un brano di rottura, un insieme di pop, punk e rock’n’roll. Speriamo che adesso i “pischelli” della nostra età abbiano voglia di partecipare a Sanremo. Ma il brano e l’album sono elementi di rottura anche per il vostro percorso, partito dal rap… Sì, “Rolls Royce” stava lì da un anno, bell’e pronta, e aspettava solo una vetrina importante. Un fan ha commentato: Grande, Achille! Ti seguo dai tempi… della guerra di Troia! Seee, dai tempi dei tempi… Comunque è vero; negli anni sono cambiato molto, ma chi mi segue lo sa: ho mantenuto la mia anima. Tanti hanno fatto il nome di Vasco Rossi, ascoltando i nuovi brani… Pure troppi, l’hanno fatto ‘sto nome. Ma dentro c’è anche un po’ di Califano, no? Un grande! Siamo cresciuti con il cantautorato italiano: Vasco, il “Califfo”, Rino Gaetano… La nostra musica è un insieme di vari background. Il titolo fa riferimento al 1969, uno degli anni più rock di sempre. E il sound? Boss Doms, lei che ha prodotto l’album… Sì, è nuovo come sound. Abbiamo mescolato suoni acustici ed elettronici. Come il basso doppiato da un basso synth. È rock del 2019, non del 1969. Achille, ‘ste canzoni vogliono essere suonate dal vivo, da una band… E infatti l’altro giorno abbiamo incontrato un gruppo che ci ha confessato di suonare ogni sera una versione punk di “Rolls Royce”. Quest’estate saremo nei principali festival italiani e dal 3 ottobre inizia il tour. Stiamo già facendo le prove. Ci vediamo in giro, ok?. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giulio Brusati
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