06 giugno 2020

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08.04.2020

Lo Scientifico al lavoro con Clitemnestra

Isabella Caserta eFrancesco Laruffa in «Il Serpente»
Isabella Caserta eFrancesco Laruffa in «Il Serpente»

Alessandra Galetto Erano al lavoro per lo spettacolo che avrebbe dovuto debuttare a settembre nell’ambito del cartellone dell’Estate Teatrale veronese, al teatro Camploy. Questa volta la scelta del Teatro Laboratorio - Teatro Scientifico era andata per «Clitemntestra». «Ma non quella della tradizione classica: ci siamo ispirati all’intenso monologo di Margherite Yourcenar “Clitemnestra o Del crimine“ nel suo “Fuochi“. Avevamo cominciato a lavorare, proseguendo anche con riunioni a tavolino via Skype, ora vedremo che cosa si potrà fare», spiega Giovanna Caserta che con la figlia Isabella, direttrice artistica del Teatro, continua comunque a lavorare anche in questi giorni. «Approfittiamo della forzata chiusura per sistemare il nostro archivio», spiega. «A differenza di altre realtà, non stiamo proponendo lavori on line perchè per noi il teatro è quella cosa che si fa ogni sera nel contatto fisico, reale, tra attori e pubblico. Di questo stop mi spiace molto il fatto che è stato rimandato anche il Salone del libro di Torino dove doveva andare in tournée la nostra ultima produzione, “Il Serpente», andato in scena lo scorso settembre al Camploy sempre nell’ambito dell’Estate Teatrale, con un pre-debutto a maggio all’interno della rassegna L’Altro Teatro». Tratto dal romanzo di Luigi Malerba, «Il Serpente» messo in scena dal Teatro Scientifico per la regia di Isabella Caserta e Francesco Laruffa, con Francesco Laruffa e la partecipazione di Isabella Caserta, ha ottenuto un buon successo non solo di pubblico ma anche di critica. Lo spettacolo ha la forma apparente di un giallo a sfondo passionale (un commerciante di francobolli conosce Miriam, si innamora e diventano amanti), ma ben presto la vicenda ha una svolta kafkiana, ossessiva, claustrofobica, con tratti decisamente umoristici: il protagonista vive un'esistenza sostanzialmente alienata, solitaria e proprio per questo riempita dalle sue fantasie paradossali. «L’ultimo spettacolo che abbiamo messo in scena è stata “La vedova scaltra“ di Goldoni: ricordo bene, era il 22 febbraio ed eravamo a Sommacampagna», prosegue Giovanna Caserta. «Poi sono arrivati i divieti e ci siamo interrotti. Difficile fare previsioni: certo, speriamo che si possa ripartire al più presto. Noi siamo pronti». Pronti con questa «Clitemnestra» in produzione, tratta dal lavoro composto dalla Yourcenar a 32 anni in quel «Fuochi» che si potrebbe definire il suo corpo a corpo letterario con una profonda crisi sentimentale, una raccolta di prose poetiche, abitata da personaggi del mito greco e giudaico-cristiano. Così, tra Antigone e Saffo, tra Maria Maddalena e Fedra, spunta l’eroina greca dal cuore ferito e sanguinante. •

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