19 settembre 2020

Spettacoli

Chiudi

06.08.2020

La magia del «Lohengrin» quattro volte in cartellone e le altre rare presenze

L’allestimento del «Tannhäuser»
L’allestimento del «Tannhäuser»

Se si associa il nome di Richard Wagner all’Arena il titolo che viene subito in mente è «Lohengrin». Infatti la storia del cavaliere del cigno è stata sia la prima opera del compositore tedesco a essere rappresentata nell’anfiteatro veronese, sia l’unico capolavoro wagneriano proposto in quattro diverse edizioni del festival lirico. Il breve, ma intenso legame fra Wagner e l’Arena inizia nel 1922, quando Tullio Serafin (nove anni dopo la storica «Aida» del 1913) torna nell’anfiteatro per dirigere «Lohengrin» interpretato da Ezio Pinza (Enrico l’Uccellatore), Aureliano Pertile (Lohengrin), Giovanni Baratto (Telramund) Maria Gay Zenatello (Ortrud), Mercedes Llopart e Liliana Lorma (che si alternano nella parte di Elsa). Nel 1924 è la volta di «Parsifal»: sul podio il giovane direttore veronese Sergio Failoni e sul palco ancora il grande Pinza (Gurnemanz), affiancato da Isidoro Fagoaga (Parsifal), Guglielmo Parmeggiani (Amfortas) e Maria Llacer (Kundry). Entrambi gli allestimenti sono firmati da Ettore Fagiuoli, al quale vengono affidate anche le scene de «I maestri cantori di Norimberga» («Die Meistersinger von Nürnberg»), opera che, pur essendo poco nota al grande pubblico italiano dell’epoca, viene scelta per inaugurare la stagione del 1931 allo scopo di creare un evento internazionale e attrarre soprattutto i melomani tedeschi. Oltre duecento giornalisti stranieri assistono dunque al debutto areniano di Maria Caniglia nei panni di Eva. Nel «Lohengrin» del 1933 Pinza e Pertile riprendono i ruoli di Enrico e Lohengrin, mentre nel 1938 tocca al mistico «Tannhäuser», ma, delle tre recite previste, solo una viene risparmiata dalla pioggia e riesce così a essere trasmessa via radio. Nel 1949, spetta a «Lohengrin» sancire la venuta a Verona del celebre basso bulgaro Boris Christoff (che canta per la prima – e unica volta – in Arena come Enrico) e nel 1950 Francesco Molinari Pradelli dirige con enorme successo «La Valchiria» («Die Walküre»). L’ultimo «Lohengrin» areniano (proposto nell’estate del 1963) si avvale invece della bacchetta di Lovro von Matačić e della regia di Herbert Graf (con scene e costumi di Piero Zuffi). Da allora al compositore tedesco vengono dedicati solo rari appuntamenti concertistici, come la serata wagneriana del 1983 o il Gala Domingo-Harding del 2013.

Angela Bosetto
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Necrologie