25 maggio 2020

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23.05.2020

L’Estate Teatrale andrà in scena Ma l’ipotesi Romano si allontana

Un’affollata serata di spettacolo al Teatro Romano. Quest’anno non potrà essere così
Un’affollata serata di spettacolo al Teatro Romano. Quest’anno non potrà essere così

Non solo lo scenario suggestivo di tante rappresentazioni estive, ma il simbolo stesso di un Festival che rende Verona famosa a livello nazionale. Dire Festival shakespeariano infatti significa da più di settant’anni indicare una rassegna pensata e prodotta proprio per l’antico teatro in riva all’Adige, diventato così l’immagine di quella che oggi è l’Estate Teatrale Veronese. È proprio partendo da questa consapevolezza, e dal valore che la tradizione assume per una manifestazione così ricca di storia, così prestigiosa, che l’assessore alla Cultura Francesca Briani e il direttore artistico delle rassegne del Comune Carlo Mangolini non «cedono» nemmeno di fronte all’ultimo incontro, tenutosi ieri, tra settore Cultura, Bilancio e tavolo tecnico. Un incontro che pare allontanare la prospettiva che, sia pure in una forma ridotta, anche quest’anno le luci del Romano possano tornare a illuminarsi e il suo palco a vivere. L’incontro di ieri, da cui doveva uscire un’indicazione più precisa sulla sostenibilità dell’apertura del Romano, ha mostrato infatti che ciò sarebbe possibile solo attraverso una variazione di bilancio: così come stanno le cose non ci sono i fondi necessari per pensare ad una stagione, anche minore. «La questione deve essere dunque valutata ora dalla Giunta», spiega l’assessore Briani. «Il nostro più grande desiderio resta quello di fare un regalo ai veronesi: perchè riaprire il Romano sarebbe veramente un regalo. La spesa necessaria però è significativa: oltre alle consuete spese di allestimento, le nuove norme di sicurezza, che per noi sono essenziali, richiedono ad esempio la sanificazione dopo ogni messa in scena, così come servizi di biglietteria e ingressi molto più complessi, che richiedono per forza maggiori spese. A fronte di un pubblico che potrà essere di meno di 300 spettatori a serata. Solo una variazione di bilancio, con maggior sostegno alla Cultura, renderebbe possibile questa operazione. Al momento non è pensabile». L’Estate Teatrale però alzerà comunque il suo sipario. Se non lo potrà fare al Romano, si sposterà in qualche altro spazio aperto della città. Ancora nessuna indicazione in tal senso ma è pensabile per esempio il cortile dell’Arsenale o il cortile di qualche museo (il Maffeiano, così suggestivo, o Castelvecchio...). Il programma c’è e tocca sia la prosa, sia la musica, sia la danza. Per la prosa, il direttore artistico Mangolini ha già annunciato su queste pagine due riscritture shakespeariane da «Romeo e Giulietta» e «Amleto»: due lavori dal carattere più intimo, compatibili con le indicazioni date in merito dal decreto del Governo. Il «sogno» di aprire teatro Romano, che varrebbe soprattutto come simbolo di ripartenza, magari come modello-Verona di questa ripartenza, sembra che stenti a diventare realtà. Ma l’ultima parola ancora non è detta. •

Alessandra Galetto
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