05 luglio 2020

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20.05.2020

Estate Teatrale, il sipario si alza «Già a giugno via ai primi eventi»

Teatro Romano gremito di pubblico: quest’anno non potrà essere così
Teatro Romano gremito di pubblico: quest’anno non potrà essere così

L’estate veronese non sarà silenziosa. Anche se ancora difficile è definire nel dettaglio il calendario degli spettacoli che l’amministrazione comunale riuscirà a proporre alla città nell’ambito di quell’appuntamento fondamentale dei mesi estivi che è l’Estate Teatrale, a due giorni dal nuovo decreto del Governo che fissa per il 15 giugno la possibilità di riapertura (sia pure sotto norme molto stringenti) di cinema e teatri, l’assessore alla Cultura Francesca Briani e il nuovo direttore artistico Carlo Mangolini confermano la volontà di «far sentire che a Verona la cultura è viva». «Non abbiamo mai smesso di lavorare nonostante la grande incertezza di questi mesi», spiega Briani. «Fino a due giorni fa però non avevamo alcun orizzonte temporale e quindi la progettazione era molto difficile. Ora abbiamo la data del 15 giugno. Allestire il teatro Romano richiede tempi più lunghi, ma vorrei assicurare che già dalla seconda metà di giugno abbiamo in programma alcuni eventi in spazi aperti della città. Così come pensiamo di poter dedicare un cortile (magari l’Arsenale, che ha uno spazio più ampio) agli spettacoli delle compagnie amatoriali. Per l’Estate Teatrale vogliamo mantenere la multidisciplinarietà del festival, dando quindi voce alla musica, alla prosa e alla danza. La previsione è che si vada in scena tra fine agosto e settembre. Il grande punto da chiarire ora è se sarà sostenibile l’apertura e l’allestimento del teatro Romano, cosa che auspichiamo tutti profondamente». La decisione dovrebbe arrivare venerdì, quando è in programma una riunione del settore Cultura con gli Uffici tecnici e il settore Bilancio. Si tratterà di capire, e decidere, se il teatro antico in riva all’Adige, simbolo stesso dell’Estate Teatrale Veronese, possa essere aperto per un pubblico che non potrà superare i 3-400 spettatori a serata, anche a fronte dei nuovi costi imposti dalle norme per la sicurezza: dalla misurazione della temperatura al pubblico e agli attori alla sanificazione dopo ogni spettacolo. «La riunione di venerdì sarà fondamentale per capire anche come può essere allestito il Romano post Covid», osserva Mangolini. «Avrei trovato molto suggestivo fare un unico grande palco che occupasse tutta la platea e distribuire il pubblico sulle gradinate. Ma parte del palco tradizionale è già stata montata: dovrebbe quindi esserci il palco nello spazio consueto e poi probabilmente un solo modulo della vecchia platea più la gradinata». Per quanto riguarda poi le proposte del Festival, spiega ancora Mangolini: «Per quanto riguarda Rumors e Verona Jazz, potrebbero essere tre concerti per rassegna, con grandi protagonisti italiani. Per la prosa abbiamo dovuto rinunciare ad alcune grandi produzioni che avevamo programmato perchè prevedevano un numero di attori in scena non sostenibile rispetto alle norme di distanziamento sociale. Potremo però salvare due produzioni originali pensandole con numero ridotto di attori: il filo conduttore resterà Shakespeare. Si tratta di due riscritture che si ispirano una al Romeo e Giulietta l’altra all’Amleto. Mi viene da dire che saranno spettacoli post-Covid, nel senso di lavori più intimi, pensati per poter andare in scena nonostante le restrizioni sanitarie. Ma credo che saranno molto suggestivi. Per la danza stiamo cercando di coinvolgere soprattutto le realtà del territorio, e poi ci sarà il Fsetival della Bellezza. Il lavoro è tanto: per fortuna possiamo contare su un grande spirito di squadra. Ciascuno sta facendo tutto il possibile per regalare alla città un’estate in cui i sipari si alzeranno». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Galetto
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