01 ottobre 2020

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10.09.2020

Da Ferragni a Ghali, i vip toccati dalla morte di Willy: «Cultura razzista da estirpare»

Chiara Ferragni, Ermal Meta, Emma Marrone e Ghali
Chiara Ferragni, Ermal Meta, Emma Marrone e Ghali

Mentre Paliano, paesino del Frusinate dove viveva il Willy Monteiro,  ucciso a botte per aver difeso un amico, scende in strada sfilando con le fiaccole, i vip si interrogano sulla cultura di violenza e razzismo che serpeggia nel nostro Paese.

 

«Dove andremo a finire?» si domanda Chiara Ferragni, condividendo nelle storie di Instagram un commento del marito Fedez su un articolo di Repubblica sull’omicidio brutale del ragazzo picchiato a morte Colleferro, che titolava :«Willy, 20 minuti di botte. E i famigliari dei killer ’Era solo un immigrato'».

 

«Condoglianze alla famiglia - aggiunge l’imprenditrice sul post - mi spiace che oltre alla sofferenza dobbiate subire anche queste cose». E l’imprenditrice condivide infine un post che parla di «cultura fascista»: «Il problema non solo le palestre ma la cultura fascista». Più tardi, sempre Chiara Ferragni ha condiviso con i suoi 20 milioni di follower una spiegazione di quanto accaduto, pubblicata dal profilo Instagram spaghettipolitics, che racconta le notizie principali dell’Italia a un pubblico internazionale. «Due giorni fa è stato ucciso Willy Monteiro, ragazzo italiano di origini capoverdiane, 21 anni - è scritto nel post, «da un gruppi di quattro fasci che l’hanno ammazzato a calci. Il problema lo risolvi cambiando e cancellando la cultura fascista e sempre resistente in questo paese, non cancellando il mezzo tramite il cui i fasci hanno fatto violenza. Il problema non lo risolve nascondendolo sotto al tappeto, lo si risolve con la cultura e l’istruzione».

 

Commenti sull’omicidio di Willy sui social anche dai cantanti Emma Marrone, Levante, Ermal Meta e Ghali. Emma Marrone in un post su Instagram si è detta preoccupata e per "un paese che sta soccombendo ad un livello culturale davvero molto basso. L’ignoranza crea la violenza". Anche Levante, come Chiara Ferragni, è rimasta colpita dalle parole "hanno solo ucciso un extracomunitario". Se è stato realmente detto - scrive sul post la cantautrice- "questa non è solo una storia di violenza".

 

Struggente il lungo post di Ermal Meta che immagina l’arrivo di Willy in paradiso. "Probabilmente ti occuperai dei bambini scomparsi in mare - scrive il cantautore - di quelli che sono stati perennemente invisibili, di quelli che come te cercavano di farcela in questo mondo pericoloso. La miseria è come le erbacce. Se non ce ne curiamo alla fine crescerà così tanto da tirarci le travi dei soffitti sulla testa, seppellendoci abbracciati alla nostra finta sicurezza. Abbi cura di te Willy e non avere paura. Lì dove sei tu non è mai buio e nessuno può spegnere i lampioni".

 

Mentre Ghali scrive: «Willy è stato ucciso dall’ignoranza, dall’odio, dal razzismo e dagli ideali di 4 ragazzi del quale i familiari hanno risposto dicendo: “era solo un immigrato”. È un problema ricorrente nel nostro paese e mi ha fatto tornare in mente alcuni episodi della mia vita in cui l’ho scampata per un pelo, in cui aspetti che si stanchino di tirare calci e pugni, in cui chiedi pietà e il perché sperando di riuscire a rialzarti da terra. I veri criminali sono altri, i veri atleti sono altri. Gli occhi di Willy sono altri. Gli occhi della nuova generazione, di chi è stanco di fare a pugni, di chi cerca altro, di chi a differenza mia e dei miei coetanei non ha bisogno di ribadire dei concetti basilari come quelli sulla violenza. Che questo sia l’ennesima sveglia per quanto sia inimmaginabile il dolore dei suoi cari. È così egoista fare di una tragedia una lezione ma infondo spero che lo sia per tutti. Siamo stanchi, il pentimento tardivo non serve a nulla in casi come questo. Giustizia per Willy».

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