13 agosto 2020

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27.02.2020 Tags: Cinema

«The Roads not Taken» e l’infinito lutto di Bardem

Salma Hayek, Elle Fanning, Sally Potter e Javier Bardem
Salma Hayek, Elle Fanning, Sally Potter e Javier Bardem

BERLINO «The Roads not Taken» di Sally Potter è un lungo viaggio nella depressione da lutto o meglio nella demenza che colpisce a un certo punto lo scrittore Leo (Javier Bardem) che ha un immaginario sul suo passato diviso in tre parti. In una si trova in Messico con la sua prima amata moglie Dolores (Salma Hayek) che a un certo punto scappa di casa e si avverte subito nell’aria che sta accadendo qualcosa di tragico; c’è poi il Leo che ha lasciato la sua famiglia messicana per vivere su un’isola greca in cerca di ispirazione e, infine, quello attuale, la più corposa del film, ovvero lo scrittore a New York quasi sempre a letto e sempre assistito amorevolmente dalla più dolce delle figlie, Molly (Fanning) e, solo a volte, dalla sua ex moglie Rita (Laura Linney). Va detto comunque che in questo dramma intimo low budget della regista britannica di ’Orlandò, ’Ginger & Rosà e ’The Party’, il vero protagonista è alla fine il volto di pietra di un Bardem, di volta in volta, sofferente, inquieto, folle, barbone, romantico, cupo e soprattutto assente. Come contraltare alla sua scomposta follia c’è la tenera cura amorevole della figlia Molly che non si scoraggia mai, neppure quando si trova costretta, senza troppo imbarazzo, a cambiare il pannolone al padre nel bagno di un pub. In questo melò dai risvolti onirici Sally Potter, oltre a riproporre la difficile convivenza tra uomini e donne, esplora questa volta le molte vite, le molteplici personalità che ogni uomo porta dentro di sè specie quando c’è il volano della follia. La regista in conferenza stampa ha confessato come «la storia originale sia stata ispirata da suo fratello, che aveva una forte forma di demenza che lo ha portato a una morte precoce. Mentre per quanto riguarda il tema dell’identità e dei percorsi non fatti, ha detto: «Oggigiorno c’è molta attenzione sull’identità, ma tendo a pensare che in tutti noi ci sia una folla di personaggi tra i quali ne scegliamo uno e tendiamo a esibirlo come ’il vero nostro io’. Non solo, siamo anche pieni di ’avrei potuto essere questo e quell’altro». •

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