29 gennaio 2020

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11.11.2019

«The Report», la tortura in Usa dopo l’11 settembre

Un’immagine di scena di «The Report»
Un’immagine di scena di «The Report»

ROMA Le immagini forti ci sono e sono quelle delle torture di ultima generazione: Waterboarding, acqua gelata, incatenamenti, musica heavy metal ad alto volume, privazione del sonno e seppellimento in una cassa piena di insetti. D’altronde «The Report» di Scott Z. Burns, film Amazon in sala il 18, 19 e 20 novembre (e poi su Amazon Prime Video dal 29), racconta la storia di un portaborse, idealista quanto basta, che ha svelato il programma di torture che la Cia aveva applicato a 119 detenuti arrestati dopo l’11 settembre. Un programma declinato alla totale sottomissione, umiliazione e dipendenza psicologica dei torturati. Eroe del film Daniel J. Jones (Adam Driver) un uomo che per sette anni in un buio scantinato ha lavorato, insieme a una piccola squadra, a un rapporto sulla tortura commissionatogli da un gruppo di senatori capitanati dalla democratica Dianne Feinstein (Annette Bening). In tutto 525 pagine, riassunto di un fascicolo ben più grande (6700 pagine), a tutt’oggi secretato, sul controverso programma Cia creato da due psicologi, James Mitchell e Bruce Jessen, senza nessuna esperienza reale di interrogatori, ma per il quale hanno ottenuto un contratto da 80 milioni di dollari. «Per me Dan è un eroe americano sconosciuto, finchè lì fuori ci saranno funzionari pubblici come Daniel J. Jones penso che ci sia speranza» dice nelle sue note Scott Z. Burns alla sua opera prima, sceneggiatore (The Bourne Ultimatum, Effetti collaterali) e produttore per quindici anni al fianco di Steven Soderberg. Il film, proprio come «Panama Papers» sempre prodotto da Soderbergh e Burns, ha come obiettivo quello di denunciare una poco conosciuta e vergognosa realtà: «Viviamo un periodo in cui ci sono molte cose drammatiche, dai programmi di interrogatorio della Cia ai conti offshore delle banche - dice Burns -. Vale a dire viviamo in un momento in cui la responsabilità per i propri atti non è certa, un’epoca in cui le persone non vengono trattate in modo eguale dalla legge». •

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