11 dicembre 2019

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10.05.2019

Sorelle Brontë, che lotta tra le Isabelle

Una scena del film le «Sorelle Brontë»
Una scena del film le «Sorelle Brontë»

Le sorelle Brontë contro il Colonnello Kurtz. Non si tratta di una fanfiction scritta da qualche fantasioso utente del web, ma di ciò che accadde quarant’anni fa durante la 32esima edizione del Festival di Cannes (dal 10 al 24 maggio 1979) quando le grandi speranze della Francia, riposte nel quarto lungometraggio di André Téchiné, «Les Sœurs Brontë», vennero spazzate via da «Apocalypse Now» di Francis Ford Coppola. A dispetto della sfortuna del confronto con un capolavoro assoluto, la fama del film è progressivamente cresciuta col passare del tempo sia in virtù del fatto che (insieme ad «Appassionatamente» di Curtis Bernhardt, 1946) si tratta del solo biopic cinematografico dedicato alle sorelle scrittrici, sia grazie alle tre interpreti principali: Marie-France Pisier (la maggiore Charlotte Brontë, divenuta celebre grazie al suo primo romanzo «Jane Eyre»), Isabelle Adjani (la ribelle Emily Brontë, autrice di «Cime tempestose») e Isabelle Huppert (la minore Anne Brontë, penna di «Agnes Grey» e «La signora di Wildfell Hall»). Per il ruolo del fratello Branwell Brontë venne scritturato l’allora semisconosciuto Pascal Greggory, mentre quello del padre (il Reverendo Patrick Brontë) andò a Patrick Magee, divenuto celebre grazie ad «Arancia meccanica» (1971) e a «Barry Lyndon» (1975). Da Stanley Kubrick Téchiné apprese anche la lezione relativa alla colonna sonora, motivo per cui chiese al compositore Philippe Sarde di non firmare brani inediti, ma di arrangiare all’uopo le musiche di Gioachino Rossini (l’ouverture di «Tancredi») e di Robert Schumann. Un cast da sogno (senza contare le partecipazioni di Jean Sorel/Joseph Bentley Leyland e Roland Barthes/William Makepeace Thackeray) per un set da incubo. Infatti, con sublime sprezzo del pericolo, Téchiné aveva ingaggiato quali protagoniste due attrici come la Adjani e la Huppert, la cui rivalità (iniziata nel 1972 sul set de «I primi turbamenti») era nota a chiunque. Le riprese de «Les Sœurs Brontë» vennero sorvegliate dagli agenti delle due Isabelle, che misuravano (cronometro alla mano) il tempo concesso all’una pretendendo che l’altra avesse un minutaggio identico. «Téchiné ci voleva senza trucco» avrebbe svelato in seguito l’Adjani. «Ma ognuna voleva essere la più bella e qualunque pausa o distrazione era buona per darci un’ombra di rimmel». •

Angela Bosetto
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