31 marzo 2020

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15.01.2020

Oscar, Cannes risponde con Spike Lee

Il regista Spike Lee presidente di giuria al festival di Cannes 2020
Il regista Spike Lee presidente di giuria al festival di Cannes 2020

Cannes replica agli Oscar: dopo l’annuncio delle nominations per gli Academy awards con l’hashtag #OscarSoWhite, per la prima volta il presidente della giuria del festival sulla Croisette sarà un nero: Spike Lee. «Quando sono stato chiamato, non riuscivo a crederci, ero felice, sorpreso e orgoglioso allo stesso tempo», ha dichiarato il regista di «BlacKkKsman, 62 anni, «onorato di essere la prima persona della diaspora africana ad assumere questa funzione». Cannes, ha ammesso Lee, ha avuto un grande impatto sulla sua carriera. E poi, «senza mancare rispetto a nessuno, è il più importante festival del cinema in tutto il mondo». La rassegna è in programma dal 12 al 23 maggio. Lee, che ha presentato sette dei suoi film a Cannes, compreso l’ultimo, eredita il prestigioso ruolo che l’anno scorso fu del messicano Alejandro Inarritu, la cui giuria assegnò la Palma d’Oro a «Parasite» del sudcoreano Bong Joon-ho, il film sensazione di questi Academy con sei candidature. L’annuncio della nomina è arrivata a poche ore dalle critiche provocate dalle nominations agli Oscar che hanno ignorato attori e registi di colore: con l’eccezione di Cynthia Erivo di «Harriet», 19 delle 20 candidature per la recitazione sono andate ad attori bianchi. Nel 2016 Lee aveva disertato la cerimonia dei premi e l’anno scorso se n’era andato sbattendo al porta prima della fine quando il premio per il miglior film, anzichè a BlacKkKsman era andato a Green book, pellicola criticata perché in odore di razzismo. L’annuncio ufficiale del festival rende omaggio al lavoro di Lee che «ha portato tutti i temi più contenziosi del nostro tempo nel cinema contemporaneo. Cannes è una patria naturale per chi risveglia le menti e mette in discussione posizioni precostituite e lo status quo». Che presidente della giuria sarà Spike Lee? E che posizione prenderà sulla guerra dichiarata da Cannes ai film di Netflix che alle nominations hanno fatto una scorpacciata di candidature agli Oscar? Sono due anni che il festival è in rotta di collisione con il gigante dello streaming, ma Spike, a dispetto della cancellazione della sua serie «She gotta have i», dopo soltanto due stagioni, continua a lavorare con Netflix: della settimana scorsa l’annuncio che il suo prossimo film, «Da 5 bloods» su quattro reduci afroamericani che tornano in Vietnam a cercare i resti del loro capo plotone e la promessa di un tesoro nascosto, uscirà quest’anno sulla piattaforma di Los Gatos. •

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