29 gennaio 2020

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25.11.2019

«Nour», Bartolo e il dovere di accogliere

Sergio Castellitto interpreta Pietro Bartolo in «Nour»
Sergio Castellitto interpreta Pietro Bartolo in «Nour»

TORINO «C’è un grande murales a Lampedusa su cui è scritto: “ Bisogna proteggere le persone e non i confini“. Bisogna insomma avere paura solo dei muri mentali». Così ieri al Torino Film Festival un appassionato Pietro Bartolo, storico medico dell’isola e ora parlamentare europeo eletto nelle liste del Pd, che ha salvato e accolto migliaia di migranti provenienti dal nord Africa. Motivo della sua presenza? La presentazione a Festa Mobile di «Nour» di Maurizio Zaccaro, film tratto da un suo libro («Lacrime di sale») e con protagonista Sergio Castellitto che veste i suoi panni. Chi è Nour? Una ragazzina di dieci anni che viene dalla Siria e che ha affrontato da sola il viaggio verso l’Europa attraverso il Mediterraneo. Insomma una delle tante sopravvissute a un naufragio, ma con un dolore enorme dentro il cuore: sua madre, in Libia, solo alla fine non è stata imbarcata e ora Nour non sa più dove sia. Pietro Bartolo (Castellitto), medico dell’isola, se ne prende però cura in modo particolare. La porta nella sua casa, le si affeziona come a una figlia e cerca in tutti i modi di ricostruire non solo il passato della bambina, ma anche il suo presente e il suo futuro. «Mi sono chiesto come mettere in scena con il dovuto rispetto la storia di Nour - dice il regista - . Sono giunto alla conclusione che nulla, in questo film, poteva essere ricreato in modo posticcio. Nour, per essere credibile, doveva collocarsi a metà strada fra il vero vissuto. Insomma quello che Bartolo descrive nel suo libro è il vero narrato che Castellitto interpreta sullo schermo. Due modi di raccontare il vero e il verosimile in modo da rendere una storia, pur complessa che sia, vicina a tutti, anche se affonda le sue radici nella realtà più dura, scomoda e controversa che si conosca». Il film, che sarà distribuito da Vision ed è dedicato ad Ermanno Olmi, è firmato Stemal Entertainment, Ipotesi Cinema in collaborazione con Rai Cinema, prodotto da Donatella Palermo ed Elisabetta Olmi. «È stata un’esperienza straordinaria - dice ancora Bartolo - e sono grato a Castellitto, un grande professionista. Per quanto riguarda il mio lavoro credo, ora più che mai, che sia una missione. Proprio ieri c’è stato un altro naufragio e io credo che non ci si possa assuefare mai a queste cose, perchè un naufragio dovrebbe scuotere le coscienze. Per trent’anni il molo di Lampedusa e stata la mia prima casa. E va detto che devo molto a tutti gli immigrati che ho salvato». •

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