26 maggio 2019

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30.04.2019 Tags: Trento , Dolomiti , Verona , Canada , Stati Uniti d'America , Nicola Tondini , Sergio Rocca , Reinhold Messner , Open , Klaus , Lorenzo D'Addario , Non abbiatep paura di sognare

«Non abbiate paura di sognare»
L'arrampicata estrema raccontata in un film

TRENTO

L'amore per la montagna. Per le Dolomiti su tutte, da difendere. L'arrampicata estrema. Ma anche la ricerca di se stessi, il senso del limite e della rinuncia. Per riprovare. E poi il rapporto con Dio, vissuto attraverso il grande capolavoro della natura.

C'è tutto questo nel film Non abbiate paura di sognare, del regista Klaus dell'Orto, prodotto dalla VrclimbFilm di Sergio Rocca e Nicola Tondini. Sono due professionisti veronesi, entrambi rocciatori, che al Trento Film Festival della montagna, giunto all'edizione numero 67, e che si chiude domenica prossima, con 144 film, hanno proposto il loro film in cui lo stesso Tondini, 45 anni, ingegnere, guida alpina, apre e ripete in rotpunk, cioè con il minimo ausilio di chiodi e attrazzature, una via sulla parete sud ovest della cima Scotoni, di 730 metri, in Dolomiti.

Dove lo stesso Tondini ha raggiunto il Xgrado/8b, un livello difficilissimo di arrampicata, anche se il film mostra in realtà un modello di approccio alla vita e alle montagne dove la spiritualità dell'uomo comanda ogni sua scelta. Rocca e Tondini, come ha raccontato L'Arena in alcuni articoli usciti nei giorni scorsi su di loro, nello sceneggiare e nel produrre (hanno già in mente un secondo film, che vogliono portare anche negli Usa) hanno deciso infatti di proporre una cinematografia alternativa, che vuole veicolare messaggi profondi e una visione dell'alpinismo moderno collegato al passato, in cui l'uomo ricerca se stesso e non l'impresa.

Nel film, con le riprese video di Open circle che mostrano anche Lorenzo D'Addario in parete con Tondini, fondatore e gestore della palestra di arrampicata Kingo Rock, di Verona, immagini mozzafiato della parete dolomitica, con i voli degli scalatori quando non trovano l'appiglio giusto, ma anche panoramiche su Verona, da dove Rocca, architetto e imprenditore, e Tondini sono partiti nel loro viaggio. E ci sono poi le testimonianze di Reinhold Messner, di Cristoph Hainz, grandi scalatori che hanno proposto un alpinismo essenziale, anche di rinuncia, e la toccante intervista ad Hansjorg Auer, l'alpinista austriaco di 29 anni travolto due settimane fa da una valanga, in Canada.

“Il sogno è la base di ogni attività”, dice Messner, davanti a Tondini, nel film. E “Non abbiate poaura di sognare” è la prova che sognare si può, si deve. Per arrivare in cima. E per capire se stessi. E gli spettatori del Trento Film Festival, la più prestigiosa rassegna europea del cinema di montagna, applaudono all'impresa, di Tondini, ma anche al messaggio profondo. E al commosso ricordo di Auer.

Enrico Giardini
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