28 gennaio 2020

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08.12.2019

Morricone ritrova Tornatore tra ricordi e colonne sonore

Una  scena del film «Nuovo Cinema Paradiso»
Una scena del film «Nuovo Cinema Paradiso»

Si sono ritrovati, sul palco dell’Arena del Sole di Bologna, come due «vecchi amici». O, vista la complicità e lo scarto generazionale - 91 anni contro 63 - un «padre e un figlio». In perfetta simbiosi hanno incantato la platea in un intreccio di parole e riflessioni. Ricordi e aneddoti sul cinema, sulla storia, sull’arte. Loro, i protagonisti, sono Giuseppe Tornatore e Ennio Morricone - entrambi Premi Oscar - saliti in Emilia grazie al progetto «Salone on Ert», prima collaborazione tra Emilia-Romagna Teatro Fondazione e Salone del libro di Torino. Di Tornatore, Morricone ha musicato tutti i film a partire dalla pellicola da Oscar «Nuovo Cinema Paradiso» del 1988 fino al recente «La corrispondenza» del 2016. «Rifiutai l’invito a comporre le musiche di “Cinema Paradiso” perchè impegnato in un altro film - rammenta Morricone -: fu grazie all’insistenza del produttore Franco Cristaldi che ho ceduto» arrivando a disegnare musicalmente «quel finale, la scena dei baci, così appassionante» in cui la melodia è protagonista assoluta e in cui Salvatore, il protagonista ormai adulto, si commuove nel rivedere quelle scene lasciategli in eredità da Alfredo, il proiezionista. «La lacrima di Jacques Perrin è vera - aggiunge Tornatore - è il primo ciak di quella scena; Perrin vedeva per la prima volta quella sequenza che gli ha innescato un meccanismo emotivo indipendente dalla storia del film, e dunque con una emozione vera. Non c’è stata recitazione». Moderati dal critico cinematografico Emiliano Morreale, tra i due artisti scaturisce una sorta di confessione, come quando Tornatore racconta di avere usato, a insaputa dello stesso Morricone, le musiche del maestro già molti anni prima di conoscerlo. Frammenti di una carriera lunghissima. E varia. Nelle quasi 500 colonne sonore che ha scritto, infatti, Morricone ha cambiato spesso il modo di scrivere e il suo rapporto con il cinema. «Si è parlato troppo di me, veramente», - conclude con la solita grandissima umiltà Morricone, «sono i registi che mi commissionano le musiche, io cerco di fare il meglio per i loro film»». •

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