28 gennaio 2020

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28.11.2019

«Magari» di Ginevra Elkann con Scamarcio e Rohrwacher

Riccardo Scamarcio e  Alba Rohrwacher
Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher

Non lo dice apertamente nè lo nega troppo, ma «Magari» opera prima di Ginevra Elkann, già al Festival di Locarno e ora al Tff, racconta un pò la sua infanzia o almeno ne è fortemente ispirata. In fondo niente di nuovo quando si tratta di creatività. Nipote di Gianni Agnelli, figlia di Margherita Agnelli e di Alain Elkann, sorella di John Elkann e Lapo Elkann, Ginevra non a caso mette su una storia di tre fratelli, Alma, Jean e Sebastiano che da Parigi, città dove vivono in un agiato ambiente alto borghese con la madre di fede russo-ortodossa, Charlotte (Celine Sallette), si ritrovano per un breve periodo in un ambiente opposto. Ovvero tra le braccia di Carlo (Riccardo Scamarcio), padre italiano, abbastanza immaturo e completamente al verde. Tutto, in questo film dai toni delicati, è visto dagli occhi di Alma (Oro De Commarque), sei anni, sognatrice ad occhi aperti con un’unica ossessione: vedere i suoi genitori biologici tornare insieme. Quando Alma e i suoi due fratelli maggiori, Jean (Ettore Giustiniani) e Seba (Milo Roussel), si ritrovano a passare il Natale a Roma con il padre biologico Carlo (Riccardo Scamarcio) scopriranno presto che lui, oltre ad essere tanto confuso quanto pieno di fascino, è sicuramente più interessato alla co-sceneggiatrice Benedetta (Alba Rohrwacher) che a loro. Niente di male per Alma che continua a non vedere i difetti di Carlo. Anzi pur di far ricongiungere i genitori è anche disposta (come si vede nel film) a bere un bicchiere di urina del fratello. «Magari», prodotto da Wildside con Rai Cinema e distribuito da BIM , spiega ancora la Elkann: «si basa sui ricordi e sulla nostalgia e guarda alle fantasie sulla famiglia perfetta che inseguiamo, soprattutto da bambini. Volevo fare la regista da 14 anni - racconta ancora la regista - così ne ho parlato con Chiara Barzini e con il produttore Lorenzo Mieli. La storia - continua - nasce ovviamente sia dall’esperienza personale che da vari papà visti in azione da soli in vacanza con i propri figli. Figure strane che mi hanno sempre affascinato anche perchè ho notato i figli con loro si sentono più liberi rispetto alle mamme». •

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