25 giugno 2019

Spettacoli

Chiudi

27.05.2019

Il Parasite di Bong Joon-ho «La sfida tra ricchi e poveri»

Il regista Bong Joon-ho, vincitore della Palma d'Oro di Cannes, con l’attrice Catherine DeneuveGli attori di «Parasite» sulla passerella di Cannes al Festival Internazionale del Cinema
Il regista Bong Joon-ho, vincitore della Palma d'Oro di Cannes, con l’attrice Catherine DeneuveGli attori di «Parasite» sulla passerella di Cannes al Festival Internazionale del Cinema

CANNES Ama Gianni Morandi, ma somiglia ad Al Bano giovane e vive a Seul. Il cinquantenne Bong Joon-ho, prima Palma d’oro della Corea del Sud con «Parasite», è un uomo che non manca di spirito e non potrebbe essere altrimenti. Ha portato sulla Croisette una commedia nera che di più non si può e che ricorda quelle all’italiana davvero cattive, alla Risi. Di scena una lotta tra ricchi e poveri in una Seul, una delle città più popolose del mondo con oltre venti milioni di abitanti, dove tra povertà e ricchezza corre una lunga distanza. «Non è vero che l’umorismo tipico dei coreani non sia compreso all’estero», sottolinea soddisfatto Bong Joon alla conferenza stampa dei vincitori, «una storia familiare di lotta tra ricchi e poveri è qualcosa di universale, comprensibile per gli spettatori di tutto il mondo». Ma chi è il regista del film che sarà distribuito in Italia da Academy Two (il distributore ha, tra l’altro, accolto la richiesta del regista di conoscere Morandi che a sua volta ha accettato)? Figlio di un designer, laureato in sociologia all’Università Yonsei, appassionato di cinema sin dall’adolescenza, e amante di registi come Shei ImamuraeHou Hsiao-hsien, Bong Joon-ho nel 2003 con il giallo «Memories of Murder» vince a San Sebastiane Torino. Nel 2006 gira poi il film campione di incassi «The Host», che passa proprio al Festival di Cannes, nel 2011, sempre sulla Croisette è presidente di giuria della Camèra d’or. Nel 2013 dirige «Snowpiercer» e due anni fa torna al festival di Cannes, non senza polemiche con «Okja» prodotto da Netflix. Come tanti scrittori meridionali, prende ispirazione nei bar: «Mi piace - dice - andare al bar, mettermi in un posto d’angolo e ascoltare quello che dice la gente. C’è sempre tanto da imparare». Sui diversi riferimenti e battute alla temuta Corea del Nord, spiega: «Ci scherziamo sempre su queste cose e soprattutto sui bunker super attrezzati che sono molto comuni nelle ville dei ricchi e che sono aumentati con la paura di attacchi nordcoreani». L’ispirazione, racconta, gli è arrivata con questa domanda: «Cosa accadrebbe se due famiglie, una ricca e una povera, che occupano quartieri molto diversi si incontrassero? Cosa accadrebbe poi se quei due mondi dovessero alla fine scontrarsi?». Il fatto poi che ci sia stata unanimità da parte della giuria «Mi ha reso veramente felice», dice Bong Joon-ho che cita tra i suoi riferimenti Chabrol e Hitchcock. •

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1