30 maggio 2020

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26.02.2020

«Favolacce», quella rabbia che cresce dietro l’ignoranza

Il cast di «Favolacce» dei fratelli D’Innocenzo
Il cast di «Favolacce» dei fratelli D’Innocenzo

BERLINO Per i fratelli D’Innocenzo con «La terra dell’abbondanza» è finita la verginità felice dell’esordio e così con «Favolacce», loro secondo film in concorso a Berlino, esce fuori, oltre la loro anima autenticamente pasoliniana, la cinefilia. In poco meno di due ore si assiste a una poliedrica esibizione di stili e generi, da Wes Anderson a David Lynch, da Gus Van Sant ad Antonioni fino a Caligari, il tutto shakerato a dovere. «Cos’è il nostro film? Un ’American Beauty’ senza ’American’ e senza beauty. Così lo abbiamo presentato ai produttori per far capire cosa era il nostro progetto» hanno detto ieri a Berlino. Con «Favolacce», molto bene accolto con applausi stamani alla prima stampa e in sala dal 16 aprile con Vision, al di là dello stile eclettico e citazionista, i due registi hanno saputo raccontare perfettamente l’ambiente dove si generano quelle improvvise tragedie oggetto di cronaca nera e frutto di una povertà più culturale che economica. Siamo infatti nelle periferie residenziali più isolate di Roma, luoghi in cui la povertà non c’è davvero, ma in cui la vita scorre piatta, luoghi abitati da personaggi che si sentono allo stesso tempo degli arrivati e dei perdenti. Sono degli ignoranti, degli eterni secondi, perfetti per le «Favolacce» di questo film. È il caso di Bruno (Elio Germano) e Dalila (Barbara Chichiarelli) che crescono i loro figli preadolescenti, Denis e Ale, nella apparente quiete di un conglomerato di villette a schiera dove sono un po’ tutti come loro. Una coppia amica di tutti tanto che la loro piscina gonfiabile, l’unica che si possono permettere, diventa un punto di incontro del quartiere, ma la loro anima di adulti resta sterile, infantile, incapace anche solo di pensare a un valore qualsiasi da trasmettere ai loro figli. Così in questo film corale c’è chi spinge il proprio figlio adolescente a fare sesso, chi commenta il fatto che la vicina è senza mutande e dunque è ’da sbatterè alla prima occasione e, infine, chi picchia i figli quando cercano di entrare nel privato della loro famiglia. •

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