26 maggio 2019

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01.05.2019

Dopo 007 Judi Dench diventa nonna spia

Judi Dench nei panni di Melita Norwood
Judi Dench nei panni di Melita Norwood

«Nonna spia» è il soprannome dato dai media a Melita Norwood, minuta signora 87enne appassionata di giardinaggio, che, nel 1999, grazie ai documenti diffusi dall’ex archivista del Kgb Vasilij Mitrochin si scoprì, essere stata la spia inglese di più lungo servizio per i sovietici, al lavoro per circa 40 anni, dagli anni ’30 alla «pensione» nel 1972. Un’incredibile storia vera che ha ispirato il romanzo, ricco di elementi di finzione, «La ragazza del Kgb» di Jennie Rooney, portato sul grande schermo da Trevor Nunn in «Red Joan», con Judi Dench, in sala dal 9 maggio con Vision Distribution. Un nuovo ruolo da spia, per la grande attrice britannica dopo essere stata per sette film M, il capo di James Bond, sia in versione Pierce Brosnan che Daniel Craig, da «Goldeneye» a «Skyfall», con un breve cameo anche in «Spectre». «La protagonista del film, Joan (che da ventenne è interpretata da Sophie Cookson, ndr) «può essere considerata un’eroina o meno», ha detto Judi Dench. «Lei dice di aver creduto che se tutti avessero avuto le stesse informazioni sul nucleare, difficilmente i diversi schieramenti si sarebbero attaccati. Ma molti penseranno che sia una persona cattiva». Melita Norwood (che vista l’età non è stata sottoposta a processo ed è morta nel 2005), da impiegata della British Non-Ferrous Metals Research Association fornì ai sovietici informazioni sul cosiddetto progetto Tube Alloys, il lavoro degli inglesi per la bomba atomica. Andata a lavorare a Londra dopo aver abbandonato l’università di Southampton, veniva da una famiglia che credeva nell’ideale comunista, e continuò a rivelare segreti per decenni. Il romanzo (edito in Italia da Piemme) e il film ne rileggono la storia con l’aggiunta di ampie dosi di romanticismo fittizio, immaginando Joan come studentessa di fisica negli anni ’30 a Cambridge, a contatto con l’ambiente dei Cinque di Cambridge, i rampolli di buona famiglia diventati importanti spie per i sovietici. Per la ragazza, più dei valori comunisti contano gli incontri: con l’affascinante Sonya (Tereza Srbova), l’appassionato militante Leo (Tom Hughes) di cui si innamora e lo scienziato Max Davis (Stephen Campbell Moore), responsabile del progetto Tube Alloys. La scelta di passare segreti, per lei verrà proprio dal desiderio di preservare la pace. Nel film la storia vera viene in parte banalizzata, ma spicca l’intensità di Judi Dench, che rende la complessità di Joan evidenziando il contrasto tra la fragilità del suo corpo e la potenza delle sue convinzioni. •

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