26 maggio 2019

Spettacoli

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09.05.2019

Cannes, al festival arriva un poker al femminile

ROMA La senegalese Mati Diop con una storia di migrazione, l’austriaca Jessica Hausner, con un fantasy distopico e, infine, le francesi Cèline Sciamma e Justine Triet, rispettivamente con una storia dai toni drammatici e un’amicizia-amorosa tra due donne, questo il poker al femminile in concorso alla 72a edizione del Festival di Cannes (14-25 maggio). ùIntanto c’è la viennese Jessica Hausner che porta sulla Croisette «Little Joe» che si annuncia come un fantasy-distopico. Di scena una pianta creata da un laboratorio genetico che sembra produrre curiosi cambiamenti nelle persone o negli animali con i quali viene a contatto. Le persone toccate dagli effluvi di questa pianta sembrano diventare come estranei e con una personalità modificata. Una cosa vera o frutto dell’immaginazione? Per Diop, figlia del musicista jazz Wasis Diop e nipote del defunto, grande pioniere del cinema senegalese Djibril Diop Mambèty (Touki Bouki, Hyènes) è debutto alla regia con «Atlantique». Diop, la prima donna di colore in concorso a Cannes, racconta invece come in un popolare sobborgo di Dakar ci sono alcuni lavoratori in un cantiere di una torre futuristica, che non vengono pagati da mesi. Così decidono di lasciare il paese alla ricerca di un futuro migliore imbarcandosi sull’Oceano. «Portrait of a Lady on Fire» di Cèline Sciamma è ambientato nella Francia del XVIII secolo e ha come protagonista una giovane pittrice, Marianne (Noèmie Merlant), alla quale viene commissionato un ritratto da sposa di Helose (Adèle Haenel) da fare a sua insaputa. Così Marianne, costretta ad osservare il suo modello di nascosto, si ritrova a dipingere di notte. A complicare le cose il fatto che la frequentazione tra le due donne creerà tra loro una crescente attrazione. Nel cast anche la nostra Valeria Golino nei panni della contessa madre di Helose. Infine, sempre dalla Francia, arriva in concorso un’altra storia tra due donne. Si tratta da quella proposta in «Sibyl» da Justine Triet. Protagonista appunto Sibyl (Virginie Efira), psicoterapeuta in crisi che decide di tornare alla sua prima passione: la scrittura. La sua ultima paziente Margot (Adèle Exarchopoulos), un’attrice emergente e problematica, si rivela per lei una fonte di ispirazione troppo allettante per il suo libro. Un fascino, quello di Margot, che diventerà ben presto ossessione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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