17 luglio 2019

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22.06.2019

Auguri Meryl Streep, i 70 anni dell’attrice tre volte premio Oscar

ROMA Più che una diva una leggenda vivente che continua a mantenere intatto il suo fascino e appeal verso un pubblico trasversale di almeno tre generazioni salita 21 volte sul palcoscenico dell’Oscar e ben 26 su quello dei Golden Globe, compreso un Orso d’oro alla carriera. Meryl Streep spegne con sfrontatezza 70 candeline sfoggiando le rughe con orgoglio, protetta e amata da sempre da una solida famiglia: il marito Don Gummer, i quattro figli e il nipotino. Mary Louise Streep nasce in New Jersey il 22 giugno del 1949 e proveniente dal metodo dell’Actor’s Studio, debutta nel ’75 nei teatri di Broadway, dopo una serie di provini sfortunati due anni dopo, debutta con il film Giulia. Tre le vittorie per la statuetta più ambita di Hollywood: nel 1980 come migliore attrice non protagonista per Kramer contro Kramer e nel 1983 e nel 2012 come migliore attrice protagonista rispettivamente per La scelta di Sophie e The Iron Lady. «È vero che ho vinto tre Oscar, ma è anche vero che ne ho persi molti di più» ha detto in occasione della candidatura per The Post (di Steven Spielberg) Meryl Streep con ironia, una delle migliori attrici di tutti i tempi. Non la pensa così Donald Trump che l’ha definita nel 2017 «una delle attrici più sopravvalutate di Hollywood». Viso ovale, naso lungo e sottile, occhi penetranti: una bellezza anticonvenzionale che ha sempre caratterizzato ogni suo ruolo. Non tutti sanno, è stata lei stessa a raccontarlo, che nel 1975 fu rifiutata da Dino De Laurentiis per la parte di protagonista nel film King Kong: il produttore l’aveva giudicata troppo brutta. Nel 1978 l’attrice ottiene una parte ne Il cacciatore di Michael Cimino. L’ingaggio le consente di stare vicino a John Cazale, l’uomo che ama e che è gravemente malato. Una volta ultimate le riprese, la Streep comincia la lavorazione della miniserie Holocaust, con cui si impone all’attenzione generale. Nonostante la morte del compagno, si getta poi in una frenetica attività teatrale, per ricevere infine la nomination all’Oscar come miglior attrice non protagonista per la sua performance ne Il cacciatore. La candidatura all’Academy Award costituisce per Meryl l’inizio di un periodo positivo. Nel 1979, l’attrice recita e viene applaudita in Manhattan di Woody Allen, e ne La seduzione del potere. Gli anni 80 segnano per la Streep il definitivo passaggio a ruoli da protagonista. Da non dimenticare innanzi tutto La donna del tenente francese (1981), nel quale ricopre un doppio ruolo e affianca Jeremy Irons, e La scelta di Sophie (1982), che le impone di calarsi nella difficile parte di una donna polacca che abbandona la figlia in un lager per poter salvare se stessa e l’altro figlio. L’interpretazione le vale il suo primo Oscar come miglior attrice protagonista. Nel 1984 Meryl Streep ritrova Robert De Niro in Innamorarsi, nel 1985 forma una coppia perfetta con Robert Redford, suo compagno di set ne La mia Africa di Sydney Pollack. Nel 1986 è la volta di Jack Nicholson, che incontra sul set di Heartburn - Affari di cuore. Il 1989, invece, è l’anno del premio per la migliore attrice al Festival di Cannes (Un grido nella notte) e della sua prima parte comica, (in She-Devil: Lei, il diavolo). • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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