26 maggio 2019

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08.05.2019

Arriva il «Bangla» di Bhuiyan Ecce Bombo di Torpignattara

L'attore e regista Phaim Bhuiyan  con l'attrice Carlotta Antonelli
L'attore e regista Phaim Bhuiyan con l'attrice Carlotta Antonelli

ROMA Phaim Bhuiyan, ventiduenne italiano di origine bengalese, è un vero talento. Basti solo pensare che alla sua età ha messo su una commedia brillante come «Bangla», già passata al Bif&st, dove il regista si racconta in prima persona in un personaggio che ricorda l’Ecce Bombo di Moretti, ma anche il Massimo Troisi della prima ora. Qual è il problema di questo ragazzo, nato in un’Italia senza Ius Soli, e diventato così italiano a soli 18 anni? Se si leggono le sue note di regia e si segue la trama, il problema sono le ragazze. Come fa un islamico a corteggiare una ragazza italiana quando questa è tabù per la sua stessa famiglia e cultura? E poi come questo ragazzo può vivere la sua identità a cavallo tra due mondi, l’Islam e Torpignattara, quartiere romano abitato da tanti immigrati, ma anche da hypster e vecchietti che giocano a carte? Nel film, in sala dal 16 maggio con Fandango e coprodotto da Tim Vision, l’impacciato Phaim, 22enne di «Torpigna» che per sbarcare il lunario fa lo steward in un museo e suona con una band di coetanei della sua etnia ai matrimoni bengalesi, un giorno si imbatte in Asia (Carlotta Antonelli) ed è subito amore. Ma il ragazzo, che viene da una famiglia islamica osservante, madre tradizionalista, padre nostalgico e sorella petulante, ha più di un problema nel gestire una ragazza italiana. Uno su tutti: deve restare casto fino al matrimonio. E poi la sua famiglia vuole anche trasferirsi a Londra. Il film nasce da un servizio su Rai2 per il programma «Nemo-nessuno escluso» che ha colpito Emanuele Scaringi (La profezia dell’armadillo) tanto da spingerlo a contattare il giovane autore, Phaim Bhuiyan. «Ho avuto la fortuna di essere considerato sempre come italiano. Tanti ragazzi vivono una crisi di identità tra l’etnia d’origine e il paese dove sono nati e cresciuti, però noi di seconda generazione possiamo fare la differenza e fare ponte tra gli immigrati e gli italiani, ma di fatto - spiega il regista-attore - non ho mai subito episodi di discriminazione in Italia, tranne quella volta che dei carabinieri in borghese mi hanno fermato e sono rimasti perplessi quando ho detto che ero un regista». •

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