29 gennaio 2020

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04.12.2019

«Per memoria» il docu-film sulle tracce di Adolfo Giusti nel 1944

La locandina del docu-film «Per memoria»
La locandina del docu-film «Per memoria»

Dalle pagine di un diario di guerra rimasto sepolto per oltre sessantanni al docu-film che racconta il viaggio, lungo 2500 chilometri, sulle tracce del nonno Adolfo Giusti, Guardia di frontiera (Gaf) durante la seconda guerra mondiale internato nella Germania nazista: nasce da qui «Per Memoria», il docu-film che viene proposto stasera, alle 20.30, in Sala delle Feste a Soave.

 

Il Gruppo Alpini del paese, con i Comune ed i patrocinio dell'Associazione nazionale dei partigiani (Anpi), dell'Associazione nazionale degli ex deportati (Aned) e la collaborazione di Soave Cultura e Iat Est veronese, ospita la proiezione del film realizzato sulle strade della deportazione da Lorenzo Schiavo (nipote di Adolfo Giusti) e Matteo Taietti (regista del film). Nei 90 minuti del film c'è il racconto del viaggio-pellegrinaggio con cui i due ragazzi la scorsa estate hanno trascorso 16 giorni in viaggio percorrendo i 2500 chilometri indicati dal diario «Per memoria. Germania 1944» che Adolfo Giusti (che era nato nell'estate del 1922 a Bonaldo di Zimella ed è scomparso nel 1988) in qualche modo abbozzò annotando i ricordi una volta tornato dalla prigionia. Del diario, saltato fuori quasi per caso quattro anni fa, non parlò mai ma confessò alla sorella Alma il desiderio di poter ripercorrere un giorno le tappe del suo doloroso cammino. Quel diario, messo al sicuro da Caterina Mancassola nella borsa che usò il giorno del 1952 in cui sposò Adolfo, arrivato nelle mani di suo nipote Lorenzo prima è diventato la base di un lavoro scolastico in occasione della Giornata della Memoria e poi ha fatto da fondamenta ad una serie di ricerche storiche che hanno permesso al ragazzo di richiedere per il nonno il conferimento della Medaglia d'onore agli ex deportati e poi mettere insieme conoscenze indispensabili per partire per il suo viaggio.

 

Nel frattempo Lorenzo, che abita a Montecchio Maggiore, ha conosciuto Taietti, appassionato tra l'altro di cinema documentario, e con l'associazione culturale “Storie da diffondere” è nato il progetto di raccontare il pellegrinaggio attraverso un film.

 

Adolfo Giusti nel 1943 era Guardia di frontiera in servizio alla stazione centrale di Tarvisio dove, il giorno dopo l'armistizio, venne catturato dagli ex alleati tedeschi e deportato allo Stalag IX-B di Wegscheide, un campo di lavoro per internati militari. Gli appunti del diario lo vedono a Francoforte nei giorni in cui la città, a marzo del 1944, viene bombardata e lui viene ferito. Lo salverà Guido Visentin, coetaneo e compaesano e riuscirà a tornare a casa, dopo mille traversie e allo stremo delle forze, solo nell'estate del 1945. Il docu-film è realizzato con la collaborazione del ministero per i Beni e le attività culturali, il Museo nazionale dell'internato Anei di padova, l'Archivio di Stato di Verona, il Lions club di Montecchio Maggiore e “Storie da diffondere”. Menzione speciale per il miglior film di debutto al “Caorle film festival 2019”, solo qualche giorno fa “Per Memoria” è stato al centro della trasmissione “L'ora solare” condotta da Paola Saluzzi su Tv 2000. 

Il diario «Per memoria» di Giusti

Il diario di Adolfo Giusti del 1944

 

Paola Dalli Cani
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