12 luglio 2020

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Editoriale

14.01.2020

Un ministro non può copiare

Abbiamo avuto una ministra dell'Istruzione che diceva di avere la laurea, mentre aveva soltanto un diploma, e ci chiedevamo: «Il suo compito è di accompagnare gli studenti per la strada che porta alla laurea, ma come potrà fare se è una strada che non ha mai percorso?». Il nostro parere è che un ministro dell'Istruzione dev'essere istruito. Il ministro sta al vertice della piramide, non deve succedere che lui non sia laureato e sotto di lui ci siano dirigenti superlaureati che ne sanno più di lui. Adesso abbiamo una ministra dell'Istruzione che scrive libri ed è accusata di aver messo nei suoi libri frasi di altri libri. Senza citarli. Di aver commesso quel reato che si chiama plagio. Colpa grave per tutti quelli che scrivono, ma inammissibile in un ministro dell'Istruzione. L'autore che scrive un libro lo fa per comunicare ai lettori qualche concetto nuovo, che lui ha inventato e che i lettori devono conoscere per migliorare la propria vita. «Autore» significa questo: colui che aumenta (sottinteso la felicità, la vita, degli uomini). Il nome «Augusto» ha lo stesso significato. Se invece di inventare e comunicare qualcosa di nuovo l'autore copia concetti da libri altrui, non aumenta un bel niente. Semplicemente ruba. Non esprime, ma copia espressioni altrui. La scuola ha essenzialmente questo compito: di insegnare al ragazzo ad esprimersi, a capire e a farsi capire. Tutto il personale della scuola, dal maestro elementare al ministro, lavora per insegnare alla massa di studenti ad esprimersi, a essere liberi. Scrivere vuol dire esprimersi per tutti e per sempre. Non si può copiare quando si scrive un libro. Un libro dev'essere tutto dell'autore che lo firma. E se invece di un libro si tratta della tesi di laurea? È la stessa cosa: la tesi di laurea è un libro. Il primo libro che il laureando scrive. Guai se la commissione scopre che qualche pagina della tesi è copiata da un libro in commercio: il laureando vien cacciato con ignominia. La ministra a quanto pare avrebbe copiato da manuali diffusi e ristampati. Lei si difende dicendo che la sua non era una tesi di laurea, ma un saggio compilativo. Però lei lo usava come titolo per essere valutata. Ha convinto tutti, infatti è diventata ministro. Spero che riesca a liberarsi da questa accusa di plagio. Finché non lo fa, il suo esempio è deleterio, perché sotto sotto dice ai ragazzi: «Se vi logorate a cercare e inventare, potrete trovare un impiego, ma se copiate senza farvi scoprire, potrete avere un ministero. Siate furbi».

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