05 aprile 2020

Blog

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Editoriale

09.10.2019

Un buon inizio
ma strada in salita

Tagliare il numero di deputati e senatori era giusto e sacrosanto. Eravamo il Paese ad avere uno dei Parlamenti più affollati del mondo. Ed in un momento in cui tutti devono tirare la cinghia, è bene che un segnale arrivi anche dagli onorevoli. Preso atto dei numeri bulgari con cui è passata la sforbiciata (553 sì e solo 14 contrari) ci si chiede come in un'Aula dove tutto viene tirato per le lunghe soltanto questa legge, che di fatto si traduce in un mezzo harakiri per chi ha votato, abbia messo il turbo e sia arrivata alla meta. Si dirà che era una solenne promessa fatta in campagna elettorale che è stata mantenuta. E la grancassa della retorica dipingerà i votanti come eroi della spending review. Tutto vero, per carità. Ed è un bel segnale. Ma poi ci sono le malelingue che sussurrano ulteriori chiavi di lettura che il Palazzo liquida come cattivi pensieri. D'altra parte però, come asseriva il Divo Giulio, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina. La prima, poco gradita, prospettiva è che la votazione sia una «assicurazione sulla vita» per questo governo. Sarà difficile per i parlamentari, sapendo che il 50% di loro dovrà dire addio a scranno e stipendio sicuro, schiacciare il bottone della crisi e dunque delle elezioni anticipate.La seconda questione riguarda poi il cammino per dare sostanza al colpo di scure. Serve infatti una nuova legge sui collegi. E non è un nodo di poco conto. Poi c'è il grande tema della riforma della legge elettorale. La previsione è che lo si faccia entro dicembre, ma sappiamo come vanno queste cose. Tra Mattarellum, porcellum, proporzionale alla francese, alla tedesca alla turca; maggioritario secco, col premio o col resto, la storia passata ci ha insegnato che prima di raggiungere un accordo occorrono tempi biblici. E infine c'è l'incognita referendum, che non si può escludere a priori. C'è però un'ultimissima questione che a nostro avviso è la più importante: che i parlamentari siano cento, duecento, trecento o mille quello che conta davvero non è il numero ma quello che fanno in Aula. Vogliamo dire che se si continuerà con l'andazzo della settimana ultracorta, ovvero (come qualcuno ha giustamente scritto) l'arrivo in sordina degli onorevoli il martedì pomeriggio per poi assistere alla fuga fantozziana del giovedì sera, poco cambierà nelle sorti del nostro Paese. Come pure poco importerà della pletora in Aula se poi le decisioni verranno prese nelle segrete stanze e vidimate dalla piattaforma Rousseau.

di MAURIZIO CATTANEO
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1
Articoli
Un patto scaligero per ripartire
Sotto le Torricelle
spunta il traforino
I piani dell'Europa
sull'ambiente
Risultato in Emilia
e voto in Veneto
Se una scuola
divide i ceti sociali
Famiglie in salvo
grazie ai nonni
In America parte
la corsa elettorale
Un ministro non può copiare
Export e crescita
serve più coraggio
Perché l'autonomia
non può aspettare
Referendum
sulle poltrone
Quei giovani
in fuga dal Paese
In Italia crescono le distanze sociali
Se i nostri figli
non sanno leggere
In gioco ci sono i nostri risparmi
Razzismo, lezione da Ezio Greggio
Quota 100 e vincoli
frenano i Comuni
Salvini, la sinistra e le sardine
Se pure i 5 Stelle
cadono sulla casa
Crisi industriali
Italia disarmata
L'impeachment
scuote l'America
Una pioggia,
ma di mazzette
Mai abbassare
la guardia
Destino dell'ex Ilva
Italia alla prova
Cosa significa
essere italiani
Scelte della Bce
l'Italia trema
Quegli insulti a Liliana Segre
Evasori, carità
e triade maledetta
Rebus Brexit in riva all’Adige
Quei 39 fantasmi
morti nel tir
I figli all'estero,
la nostra sconfitta
Più show che lotta
tra i due Matteo
La fuga di cervelli parte dal Nordest
Curdi, ebrei
e l'Europa assente
Un buon inizio
ma strada in salita
Tra Ue e Usa
c'è la questione cinese
Il Bengodi
dei ciabattoni
Divise le poltrone si pensi al Paese
Il dilemma politico
dell'Eurozona
La rivoluzione
in retromarcia
La sfida del Veneto
è avere peso a Roma
Questione fiscale
al primo posto
Annega a 18 anni nel Garda
Intesa su Conte-bis
ma i programmi?
Precari a spasso
e neo prof in classe
La partita
delle anomalie
Trump, Cina e G7
Una partita aperta
I politici e l'Italia,
mondi paralleli
L'economia
e la demagogia
Nuovo governo,
la strada del Colle
Il buio di una crisi
e i conti del Paese
Dagli slogan
alla responsabilità
I conti della politica
e quelli del rigore
La responsabilità
dei governi
La stella polare
del Quirinale
Politica distante
dal Paese reale
Sbarchi, i decreti
che non risolvono
La strategia
del colpo di scena
Non servono
i giochi di Palazzo
Equilibri
sotto pressione
A chi giova
andare alle urne
Le incognite
per l'Italia
Strappo di Salvini
Ma Conte lo sfida
C'è il «sì» alla Tav
Caos nel governo
L'abisso
dell'America
Sì sulla Sicurezza
E ora la sfida Tav
Italia a rischio
compressione
La nuova svolta
del Cavaliere
Nuovo dialogo
con l'Europa
I nostri figli,
questi sconosciuti
L'Italia è fermo
e il governo litiga
Asse Londra-Usa
e il grande assente
La dodicesima
coltellata
Un super stimolo
per l'economia
Avanti con la Tav
C'è il sì all'Europa
Hanno ucciso
un nostro eroe
In mare 150 morti
e l'Europa assente
Se il governo
finisce in stallo
Conte promuove
l'Alta velocità
Tav e cantieri
sfida nel governo
Non si devono
indebolire i forti
Il nuovo sogno
ora è Marte
Italia in panne:
o crisi o pace
Il codice rosso
a tutela delle donne
L'Europa riparte
con una donna
Taglio delle tasse
sfida dal Viminale
Un Paese
da riparare
Choc Mihajlovic
La sfida più dura
Crisi di nervi
a Palazzo
Amia, casse vuote
e cassonetti pieni
Se in terza media
si ignora l'italiano
Se il tricolore
ritorna a volare
Stop agli sbarchi
con le navi militari
La spinta di Trump
sulle nomine Ue
Migranti, tocca
alla nuova Europa
La prima vittoria
del presidente
Se la Libia rilascia
ottomila migranti
Meno male che
c'è l'Alta velocità
Carola è libera
i nodi invece no
La capitana
e Antigone