20 luglio 2019

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Editoriale

26.04.2019

Troppe vacanze
non fanno bene

Da ieri i nostri figli sono in vacanza, e ci saranno per tutti i giorni previsti dal calendario scolastico, che varia da regione a regione. Ci sono regioni dove queste vacanze durano 15 giorni. Molti. Troppi. D'accordo, ci sono feste importanti, Pasqua per esempio. Si discute se nella civiltà cristiana la festa più importante sia Pasqua o Natale. Si risponde Natale, perché è da lì che comincia tutto. Comincia la nostra era, da lì contiamo gli anni. Ma Natale ricorda una nascita, Pasqua ricorda una resurrezione, e la resurrezione ha una maggiore forza fondativa, per una religione. Gli islamici contano gli anni non dalla nascita di Maometto, ma dalla sua salvezza con la fuga. Ad ogni modo, Pasqua è una festa importante, che si faccia vacanza lo capiamo tutti. Ma Pasquetta? E il 25 aprile? È il giorno della Liberazione, giorno fondamentale per la nostra repubblica: è il giorno della liberazione e autoliberazione dalla tirannide. Lo ricordiamo retroattivamente, ma anche guardando al futuro, come ammonimento. Ma non si capisce perché, se il 25 cade di giovedì, si debba fare vacanza anche venerdì e sabato, arrivando così a lunedì 28. Non basta. Il 1° maggio è festa dei lavoratori e dunque niente scuola, si riprende il 2 maggio. Messi insieme, son 15 giorni filati di vacanza. Qualche giornale ieri si poneva la questione: come se la cavano le famiglie, se i figli non vanno a scuola? Chi se ne occupa? Dove si mandano? Sì, questo è un problema, ma ce n'è un altro, e per me, che ho insegnato tutta la vita, è più importante: una vacanza così lunga fa bene o fa male all'apprendimento del ragazzo? Rispondo: fa male. Abbiamo già il problema delle vacanze estive troppo lunghe, scendono sull'apprendimento scolastico come una scure, lo tagliano in due. Tornando a scuola a settembre il ragazzo non solo ha dimenticato buona parte di quel che aveva appreso, ma ha dimenticato anche come si fa ad apprendere, cioè a studiare. Le vacanze di aprile non arrivano a quella lunghezza, ma come si vede sono troppo lunghe. Pare quasi che chi fissa il calendario vada alla ricerca di motivi per inserire vacanze. È un male di tutta la nostra società. Non si capisce perché il 1° maggio si debba festeggiare il lavoro rifiutandosi di lavorare. I medici di base non aprono l'ambulatorio di sabato. Di grazia, non ci si ammala di sabato? I 15 giorni di vacanza cominciati ieri potevano ridursi a cinque. Nell'interesse della cultura dei ragazzi. Che è la cosa che più conta.

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