05 luglio 2020

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Editoriale

04.02.2020

Sotto le Torricelle
spunta il traforino

Corto, medio, lungo, a due o a quattro corsie: tra smog, traffico, cantieri e nuovo trasporto pubblico, si torna a discutere del passaggio a nord della città, la nuova frontiera che i pionieri del Terzo millennio devono scavalcare per arrivare alla terra promessa. E da scavalcare ci sono le Torricelle, che i veronesi tutti i giorni percorrono per andare da Borgo Venezia a Borgo Trento, cioè da est a ovest. In attesa dei dati del Pums, nel 2005 un'indagine comunale sul traffico tra i quartieri aveva calcolato che da Borgo Trento entravano e uscivano 16mila auto l'ora, buona parte sull'asse via Mameli-ospedale-Teatro Romano. Che servisse passare sotto le Torricelle lo dissero già gli assessori al Traffico degli anni Ottanta (Bolletti) e a fine 1991 l'allora sindaco Aldo Sala azzardò che «entro un anno» sarebbe stato avviato l'intervento per la galleria.Di progetti, dunque, gli armadi di Palazzo Barbieri sono pieni. Archiviato il megaprogetto autostradale dell'era Tosi, fa ora la ricomparsa nel piano triennale delle opere un'ipotesi di lavoro che costerebbe un quarto di quello tosiano: 120 milioni di euro contro gli oltre 480 del progetto precedente. Si tratterebbe, come già era emerso nel nostro forum del marzo 2019, di un collegamento di strada urbana, a due corsie e non quattro, da Ca' di Cozzi alla Ca' Rossa di Poiano, con gallerie brevi e uscite nei quartieri, per esempio Quinzano, Avesa e così via, una sorta di «pettine» a servizio della città. E con un piccolo pedaggio telematico. I finanziatori? Le società autostradali in primis. Un'opera stradale urbana e complementare a tutto il resto della mobilità che nel frattempo dovrà fare i conti con l'inserimento in strada del filobus. Qui sta la vera criticità. La filovia passerà in via Mameli, vale a dire l'asse stradale di collegamento tra est e ovest della città. Il filobus occuperà tutta la parte centrale della sede stradale, resteranno una corsia per andare verso Parona e una per dirigersi verso la città. Gli stalli di sosta spariranno. Quindi, se il filobus, anche con i probabili ritardi, entrerà in funzione fra tre anni, in assenza di un traforo da dove passerà tutto il flusso di traffico che deve dirigersi da est a ovest e viceversa? Verrà deviato lungo itinerari a sud della città? Intaserà le Torricelle? Tenendo conto che servirebbero molti anni per realizzarlo, anche se si aprisse domani il cantiere per il passaggio sotto le colline comunque arriverà in ritardo perché il filobus sarà già sulla strada da tempo, con conseguente rivoluzione del traffico.

Maurizio Battista
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