20 luglio 2019

Blog

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Editoriale

11.07.2019

Se in terza media
si ignora l'italiano

È un dato allarmante: i ragazzi che alla fine delle scuole medie non raggiungono il cosiddetto «livello minimo di adeguatezza stabilito dalle linee guida nazionali» per il possesso della lingua italiana, sono il 30% nel Nord Ovest, il 28% nel Nord Est, il 40 al Sud, e il 46 nelle isole. Se qualcuno si esalta pensando che nel Nord Est c'è la percentuale più benevola, e che quindi andiamo meglio che altrove, facciamogli osservare che non è il caso: si tratta della lingua madre, e il possesso della lingua madre costituisce la struttura della personalità, ha a che fare con la capacità di esprimersi, di stabilire un rapporto con gli altri e con il mondo, e in definitiva con se stesso. Chi non sa bene la lingua madre è necessariamente confuso. Quindi manipolabile. Un cattivo cittadino. Darà uno scarso contributo all'elaborazione della morale comune, della politica, e in definitiva, per usare la parola che comprende tutto, della storia. È dunque una notizia spiacevolissima. Tanto più che riguarda in prospettiva il nostro domani: questi sono ragazzi che escono dalla scuola media oggi, il loro contributo di uomini lo daranno domani, ma se la loro base è questa, sarà un contributo incerto e rinunciatario. Essenzialmente la scuola media dovrebbe insegnare proprio questo: a parlare e a scrivere, spiegandosi bene e facendosi capire. Vivere spiegandosi e facendosi capire vuol dire vivere in relazione.Più scarsa è la capacità di espressione, più debole è la relazione. Se il possesso della lingua è più insicuro al Sud e nelle Isole, che già denunciano un distacco dalle regioni più avanzate della nazione, che sono al Nord, vuol dire che questo distacco si sta incrementando: fra qualche anno sarà più grave.Non c'entra niente la presenza di alunni stranieri, perché questa è scarsa nel Sud e concentrata nel Nord, e poi per loro l'italiano non è la lingua materna, e non ha a che fare con la loro identità, anche se naturalmente, per entrare ed integrarsi, la chiave è la lingua. Per i ragazzi stranieri l'italiano è una lingua straniera, come per i nostri ragazzi l'inglese. Ed ecco la conferma del dislivello di applicazione: in inglese gli stranieri fanno meglio degli italiani. Non abbiamo scappatoia: il rapporto di studio e di apprendimento della lingua italiana da parte dei ragazzi italiani della scuola media è scarso, il che vuol dire che è scarso il loro apprendimento del passato e il contributo al futuro. Sono anni che le manovre dimenticano l'istruzione. Ed ecco le conseguenze.

di FERDINANDO CAMON
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1
Articoli
Italia in panne:
o crisi o pace
Il codice rosso
a tutela delle donne
L'Europa riparte
con una donna
Taglio delle tasse
sfida dal Viminale
Un Paese
da riparare
Choc Mihajlovic
La sfida più dura
Crisi di nervi
a Palazzo
Amia, casse vuote
e cassonetti pieni
Se in terza media
si ignora l'italiano
Se il tricolore
ritorna a volare
Stop agli sbarchi
con le navi militari
La spinta di Trump
sulle nomine Ue
Migranti, tocca
alla nuova Europa
La prima vittoria
del presidente
Se la Libia rilascia
ottomila migranti
Meno male che
c'è l'Alta velocità
Carola è libera
i nodi invece no
La capitana
e Antigone
Export, la Ue apre
al Sudamerica
La legge del mare
e quella dell'Italia
Quei ladri
di bambini
Sui migranti
Italia sempre sola
In freezer c'è solo
il nostro governo
Un esame
per il Paese
La crescita frena,
l'euro preoccupa
Olimpiadi 2026
la nuova sfida
La lezione
del presidente
Nascite e conti
doppia recessione
Se il Medioevo
entra a Palazzo
Il puzzle di Agsm?
Si deve rilanciare
I guai di Trump
e i rischi con l'Iran
Europa e Usa,
Roma alla prova
Il maestro
del bello
Sgambetto
al Cavaliere
Truffe agli anziani
la pena raddoppia
Il valore
della libertà
La centralità
delle imprese
La rivoluzione
del calcio in rosa
Cominciamo
a ridurre il debito
Finanza creativa
ad alto rischio
Difesa legittima
un labile confine
Un Presidente
vicino ai veronesi
La solitudine
di un angelo
Conti pubblici
l'Italia al bivio
L'ultimatum
dell'avvocato
Una città
da serie A
Quando il pedale
univa il Paese
Il monito
di Visco
La nuova Europa
e il peso di Roma
Il grande fratello
entra nell'asilo
Dove ci porta
il duello con l'Ue
Città, provincia
e il vento del Nord
Scossa in Europa
terremoto a Roma
Per l'Unione
e per Roma
Al Teatro Romano
in scena l'assurdo
Londra e Olanda:
sorpresa exit poll
Il Paese, i conti
e il voto europeo
Il padre ucciso
per legittima difesa
Guerra fredda
nel governo
La priorità
della fiducia
L'onda populista
e i conti dell'Italia
Salvini e Conte,
lite sui migranti
Voto e giustizia,
duello nel governo
Se la corsa al voto
accende lo spread
Lite verso il voto
E i conti ballano
Bene i selfie
ma ora i fatti
Cina e America
il duello globale
Allarme lavoro
l'Italia si spacca
Se i migranti
non aiutano Salvini
Separati in casa
I guai del governo
Politica e giustizia
l'eterno duello
La città raccolga
le sfide della Fiera
Salvini e Di Maio
duello senza fine
Debito pubblico
Italia nella spirale
I nuvoloni neri
del nostro debito
Nella morsa della paura
Se l'Italia abolisce
la nota sul registro
La sfida di Guaidò
Caos in Venezuela
Intese con la Cina
Rebus sull'Italia
Voto in Spagna
l'Europa a lezione
Province addìo?
A volte ritornano
Quando la difesa
diventa legittima
Quale Europa,
al voto nel silenzio
Liberazione sì,
ma dai disonesti
Se c'è il divorzio
per «infelicità»
L'ombra che pesa
sul nostro futuro
Gli alleati
azzoppati
La potenza
dei sondaggi
Troppe vacanze
non fanno bene
Iva, non c'è due
senza Tria
Caos in Libia
allerta terrorismo
La reputazione
dell'Italia
Se la scuola
diventa un incubo
Il caos in Libia
allarma l'Italia
Dove conduce
la Via della Seta
Il libro dei sogni
e la dura realtà
La tassa piatta
e il voto di maggio
Tagliare le tasse
serve un piano
Tante parole,
ma poi i fatti?
Decreto banche
sfida sui rimborsi