28 febbraio 2020

Blog

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Editoriale

26.04.2019

Se c'è il divorzio
per «infelicità»

La notizia arriva dall'Inghilterra: nel Paese di Sua Maestà la regina Elisabetta ora è possibile il «divorzio per infelicità». Basta che lo voglia uno solo degli sposi. Viene così messo uno stop al cosiddetto «sistema delle colpe», per il quale quello dei due coniugi che voleva divorziare doveva dimostrare il comportamento colpevole o comunque inaccettabile dell'altro, altrimenti la sua richiesta restava bloccata per anni. La notizia è seguita da un commento: l'arrivo del «divorzio per infelicità» costituisce un cambiamento epocale nel Diritto anglosassone. E ci si chiede: come stanno le cose in Italia? A rispondere alla domanda è un esperto di diritto coniugale, Lorenzo Puglisi, il quale risponde che da noi è sempre esistita la possibilità che uno dei due coniugi chieda la separazione anche solo sulla base di una personale sofferenza, anzi il termine usato è «un proprio personale convincimento di sofferenza». Basta insomma che un coniuge sia convinto che il matrimonio peggiora il rapporto tra lui e la felicità, e su questa sensazione può avviare la pratica della separazione. Non sto a esaminare gli aspetti legali della questione, non sono un giurista. Mi fermo al concetto di «felicità». Che rapporto ha con «matrimonio»? «Felicità-matrimonio» sono un binomio garantito? È un binomio inscindibile? Colui che, unendosi in matrimonio, avverte una alterazione del proprio stato di felicità, ha diritto di sorprendersi, lamentarsene, e tornare allo status quo ante? Che il matrimonio alteri lo stato di felicità dei contraenti, in meglio o in peggio, è nella natura del matrimonio. Si passa da una vita da single a una vita a due. Questo significa che, se è propria dell'uomo e della donna la ricerca della felicità, unendosi in matrimonio ognuno dei due passa dalla ricerca della felicità individuale alla ricerca della felicità di coppia. Cambia tutto. E tutto si complica. Se poi vengono dei figli, ognuno dei due genitori deve uscire dalla ricerca della felicità di coppia e puntare sulla felicità di gruppo, cioè della famiglia. È una rivoluzione gigantesca, perché è possibile che la felicità di gruppo richieda la rinuncia alla felicità di qualcuno, per esempio la madre, e che quel qualcuno possa avere soltanto la felicità di vedere la felicità degli altri, accettando che la propria felicità sia messa da parte. Padre e madre devono sentirsi felici se vedono che la famiglia è felice. E allora non scatta più il divorzio per infelicità, perché è tardi, la vita è andata avanti.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1
Articoli
Sotto le Torricelle
spunta il traforino
I piani dell'Europa
sull'ambiente
Risultato in Emilia
e voto in Veneto
Se una scuola
divide i ceti sociali
Famiglie in salvo
grazie ai nonni
In America parte
la corsa elettorale
Un ministro non può copiare
Export e crescita
serve più coraggio
Perché l'autonomia
non può aspettare
Referendum
sulle poltrone
Quei giovani
in fuga dal Paese
In Italia crescono le distanze sociali
Se i nostri figli
non sanno leggere
In gioco ci sono i nostri risparmi
Razzismo, lezione da Ezio Greggio
Quota 100 e vincoli
frenano i Comuni
Salvini, la sinistra e le sardine
Se pure i 5 Stelle
cadono sulla casa
Crisi industriali
Italia disarmata
L'impeachment
scuote l'America
Una pioggia,
ma di mazzette
Mai abbassare
la guardia
Destino dell'ex Ilva
Italia alla prova
Cosa significa
essere italiani
Scelte della Bce
l'Italia trema
Quegli insulti a Liliana Segre
Evasori, carità
e triade maledetta
Rebus Brexit in riva all’Adige
Quei 39 fantasmi
morti nel tir
I figli all'estero,
la nostra sconfitta
Più show che lotta
tra i due Matteo
La fuga di cervelli parte dal Nordest
Curdi, ebrei
e l'Europa assente
Un buon inizio
ma strada in salita
Tra Ue e Usa
c'è la questione cinese
Il Bengodi
dei ciabattoni
Divise le poltrone si pensi al Paese
Il dilemma politico
dell'Eurozona
La rivoluzione
in retromarcia
La sfida del Veneto
è avere peso a Roma
Questione fiscale
al primo posto
Annega a 18 anni nel Garda
Intesa su Conte-bis
ma i programmi?
Precari a spasso
e neo prof in classe
La partita
delle anomalie
Trump, Cina e G7
Una partita aperta
I politici e l'Italia,
mondi paralleli
L'economia
e la demagogia
Nuovo governo,
la strada del Colle
Il buio di una crisi
e i conti del Paese
Dagli slogan
alla responsabilità
I conti della politica
e quelli del rigore
La responsabilità
dei governi
La stella polare
del Quirinale
Politica distante
dal Paese reale
Sbarchi, i decreti
che non risolvono
La strategia
del colpo di scena
Non servono
i giochi di Palazzo
Equilibri
sotto pressione
A chi giova
andare alle urne
Le incognite
per l'Italia
Strappo di Salvini
Ma Conte lo sfida
C'è il «sì» alla Tav
Caos nel governo
L'abisso
dell'America
Sì sulla Sicurezza
E ora la sfida Tav
Italia a rischio
compressione
La nuova svolta
del Cavaliere
Nuovo dialogo
con l'Europa
I nostri figli,
questi sconosciuti
L'Italia è fermo
e il governo litiga
Asse Londra-Usa
e il grande assente
La dodicesima
coltellata
Un super stimolo
per l'economia
Avanti con la Tav
C'è il sì all'Europa
Hanno ucciso
un nostro eroe
In mare 150 morti
e l'Europa assente
Se il governo
finisce in stallo
Conte promuove
l'Alta velocità
Tav e cantieri
sfida nel governo
Non si devono
indebolire i forti
Il nuovo sogno
ora è Marte
Italia in panne:
o crisi o pace
Il codice rosso
a tutela delle donne
L'Europa riparte
con una donna
Taglio delle tasse
sfida dal Viminale
Un Paese
da riparare
Choc Mihajlovic
La sfida più dura
Crisi di nervi
a Palazzo
Amia, casse vuote
e cassonetti pieni
Se in terza media
si ignora l'italiano
Se il tricolore
ritorna a volare
Stop agli sbarchi
con le navi militari
La spinta di Trump
sulle nomine Ue
Migranti, tocca
alla nuova Europa
La prima vittoria
del presidente
Se la Libia rilascia
ottomila migranti
Meno male che
c'è l'Alta velocità
Carola è libera
i nodi invece no
La capitana
e Antigone
Export, la Ue apre
al Sudamerica