05 giugno 2020

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Editoriale

28.01.2020

Risultato in Emilia
e voto in Veneto

Chi ha vinto le elezioni in Emilia e Calabria? È stato Zaia. Non è un paradosso e spieghiamo il perché. Il tentativo di usare un voto regionale per dare una spallata al governo non è riuscita. Gli elettori hanno guardato più ai contenuti locali, ovvero a come era stata governata la Regione, che ai proclami nazionali che poco avevano a che fare con le dinamiche territoriali. Di più: l'aver esasperato i toni non ha portato bene a Salvini. Anzi, sembra essere stata proprio la radicalizzazione dello scontro a far nascere le sardine ed ad aver contribuito al ritorno di tanti elettori grillini nella «grande madre» Democratica.Capiamoci bene, non che per Salvini sia stata una sconfitta. Far cadere il «muro rosso» era quasi missione impossibile. Ma il leader leghista ci aveva creduto, e dunque oggi non può certo brindare.Passiamo alla Calabria. È chiaro che quella regione ha dinamiche elettorali spesso difficili da comprendere. Sta di fatto che il candidato vincente è di Forza Italia e dunque della componente moderata del centrodestra. Non solo: nel territorio che più avrebbe dovuto premiare i 5Stelle con il loro reddito di cittadinanza, c'è stata la debacle grillina. Come dire che vale più la creazione di un posto di lavoro che l'assegno caritatevole a pioggia.E dunque torniamo al nostro paradosso iniziale: dalle urne esce un'Italia che torna bipolare (destra-sinistra) e che premia chi nel messaggio politico, abbassati i toni ed evitati gli slogan, entra nel merito dei problemi. Come ha fatto Zaia, ma anche il Pd veneto.Qualche osservatore si spinge a dire che siamo di fronte alla riscossa del centro moderato, la cui conquista, per quarant'anni è stato il segreto di qualsiasi vittoria nell'urna. Sinceramente l'analisi ci sembra eccessiva. Il colpo ad effetto, la spettacolarizzazione, il tiro mancino all'avversario, lo slogan, sono ormai entrati troppo profondamente nell'agone politico per pensare che si torni alle campagne elettorali di un tempo. Certo è però che tutti, fuori e dentro ai partiti, dovranno riflettere sul voto di domenica. Dalle famiglie preoccupate per il futuro dei propri figli sino alle aziende che operano in un mondo più fragile e globalizzato si chiede alla politica un salto di qualità a cominciare da linguaggio e temi in campagna elettorale. E la prima scadenza è proprio quella del Veneto, regione altrettanto importante in termini non solo locali, come l'Emilia.

di MAURIZIO CATTANEO
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