20 agosto 2019

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Editoriale

08.07.2019

Quei ladri
di bambini

La nuova frontiera del crimine punta sui bambini. Bambini piccoli, in età malleabile, i criminali vogliono sottrarli ai genitori e farli avere in affido a coppie che li prenotano e li pagano. In mezzo ci sono gli esperti, psicoterapeuti e psicologi, i quali dichiarano che i bambini stanno male nella famiglia dove sono nati, e devono essere portati via. Sono corrotti anche loro. E ci sono i periti grafici, che esaminano i disegni dei piccoli, per cogliere le tracce del disagio, della sofferenza, o addirittura delle denunce. Perché in quei disegni sono raffigurati degli adulti, che allungano le mani sui piccoli, a toccarli dove non dovrebbero. Sono truccati anche questi disegni, le mani sono aggiunte dopo e da altri disegnatori, che vogliono accusare la famiglia di provenienza, e portarle via i piccoli, col consenso della legge. Non faccio nomi. Non accuso tizio o caio. È il crimine che c'interessa, per dimostrare che la criminalità è inventiva, corre sempre avanti, e la giustizia le arranca dietro. Qui ci sono 17 indagati, il centro dell'attività criminosa è Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, e il fenomeno è così avanzato che ormai i bambini sono stati portati via da anni alle loro famiglie, e abbiamo le lettere che scrivono a padre e madre che vorrebbero tanto rivedere, ma non possono, perché la Legge, ingannata, non lo permette. Immagino che i genitori derubati dei figli siano povera gente, povertà e incultura vanno spesso insieme, e non sappiano difendersi. Ma mi domando come possa succedere che i periti che esaminano i disegni falsi non vedano che sono falsi, che periti sono?, e che i ladri di bambini usino macchine elettriche di loro invenzione per manipolare le confessioni dei piccoli, suggerendo le risposte e spingendoli con piccole scosse elettriche a rispondere sì negli interrogatori. Siamo un Paese-guida nel mondo, nel campo dei furti di bambini. E perché si rubano i bambini? Sono un bene così prezioso? Ma allora, perché ne facciamo così pochi?Ne facciamo pochi perché non amiamo la vita, questa è un'epoca in cui il valore della vita è molto basso, in passato aborto ed eutanasia erano tabù, ora sono trattabili e difendibili. Tutto è relativo, anche il valore della vita. Fare figli vuol dire voler rinascere, esser così innamorati della vita da volerla vivere più volte. E non è il caso di quest'epoca. Ma proprio il fatto che i figli siano pochi li rende preziosi. Chi li ha, si sente completo, e chi non può averne, li vorrebbe. La malavita annusa l'affare. Abbiamo una malavita moderna e una giustizia arcaica.

di FERDINANDO CAMON
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