24 febbraio 2020

Blog

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Editoriale

17.12.2019

Quei giovani
in fuga dal Paese

Se c'era bisogno di un esempio concreto della distanza fra il Palazzo e la società, eccolo fornito dal Senato: mentre nell'aula chiamata a votare la fiducia sulla legge di bilancio esplode il caos per una norma destinata a liberalizzare la vendita della cannabis leggera - norma dichiarata inammissibile dalla presidenza - l'Istat rivela che, negli ultimi dieci anni, 816mila italiani se ne sono andati all'estero.Da una parte la politica s'infiamma su un tema di pura ideologia e tutt'altro che prioritario nella scala dei bisogni, e anche dei valori, dei cittadini. Dall'altra i giovani non sanno che farsene delle contese fumose fra legislatori ma, cercando lavoro dopo aver compiuto lunghi, sudati e spesso pregevoli studi, se ne vanno in silenzio dall'Italia per realizzare i loro sogni altrove. O per trovare quelle opportunità negate da una patria della quale i suoi onorevoli rappresentanti si scannano per rivendicare o contestare il diritto commerciale alla droga leggera. Sono due facce della stessa realtà, ma la ricerca dell'Istat è impietosa: nessun dubbio che a emigrare siano soprattutto gli appena laureati o i diplomati ormai sfiduciati (oltre il 73 per cento dei fuggitivi ha 25 anni e più), né che prevalga un'istruzione medio-alta in chi è partito. Non solo cervelli che fuggono, dunque, circostanza già amara di per sé, ma lo specchio di una generazione stanca di promesse e pronta a osare nel mondo, visto che nella propria nazione non si può.Se ne vanno in particolare dalla Lombardia, dal Veneto e dalla Sicilia. Via da Roma e Milano, da Torino e Napoli alla ricerca di un'intraprendenza che non può attendere i tempi biblici della politica o i mille cavilli della burocrazia. Eppure, al Senato, che ha dato via libera alla manovra, va in scena la rissosa e accademica discussione sulla cannabis in contemporanea ai dati Istat, che svelano pure un calo del 17 per cento degli arrivi dall'Africa. Più emigrati e meno immigrati, una vera questione nazionale da discutere: che cosa vuol fare l'Italia da grande. Intanto, è polemica sul salvataggio della Banca Popolare di Bari, mentre il governo porta a casa il maxi-emendamento alla «manovra salva-Italia» - così la chiama - con le richieste della maggioranza e della Ragioneria. Senza che l'opposizione cambi il giudizio negativo sulle cinque nuove tasse (plastica, zucchero, auto aziendali, vincite alla fortuna e addizionale Ires per i concessionari) che pagheremo nel 2020. www.federicoguiglia.com

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1
Articoli
Sotto le Torricelle
spunta il traforino
I piani dell'Europa
sull'ambiente
Risultato in Emilia
e voto in Veneto
Se una scuola
divide i ceti sociali
Famiglie in salvo
grazie ai nonni
In America parte
la corsa elettorale
Un ministro non può copiare
Export e crescita
serve più coraggio
Perché l'autonomia
non può aspettare
Referendum
sulle poltrone
Quei giovani
in fuga dal Paese
In Italia crescono le distanze sociali
Se i nostri figli
non sanno leggere
In gioco ci sono i nostri risparmi
Razzismo, lezione da Ezio Greggio
Quota 100 e vincoli
frenano i Comuni
Salvini, la sinistra e le sardine
Se pure i 5 Stelle
cadono sulla casa
Crisi industriali
Italia disarmata
L'impeachment
scuote l'America
Una pioggia,
ma di mazzette
Mai abbassare
la guardia
Destino dell'ex Ilva
Italia alla prova
Cosa significa
essere italiani
Scelte della Bce
l'Italia trema
Quegli insulti a Liliana Segre
Evasori, carità
e triade maledetta
Rebus Brexit in riva all’Adige
Quei 39 fantasmi
morti nel tir
I figli all'estero,
la nostra sconfitta
Più show che lotta
tra i due Matteo
La fuga di cervelli parte dal Nordest
Curdi, ebrei
e l'Europa assente
Un buon inizio
ma strada in salita
Tra Ue e Usa
c'è la questione cinese
Il Bengodi
dei ciabattoni
Divise le poltrone si pensi al Paese
Il dilemma politico
dell'Eurozona
La rivoluzione
in retromarcia
La sfida del Veneto
è avere peso a Roma
Questione fiscale
al primo posto
Annega a 18 anni nel Garda
Intesa su Conte-bis
ma i programmi?
Precari a spasso
e neo prof in classe
La partita
delle anomalie
Trump, Cina e G7
Una partita aperta
I politici e l'Italia,
mondi paralleli
L'economia
e la demagogia
Nuovo governo,
la strada del Colle
Il buio di una crisi
e i conti del Paese
Dagli slogan
alla responsabilità
I conti della politica
e quelli del rigore
La responsabilità
dei governi
La stella polare
del Quirinale
Politica distante
dal Paese reale
Sbarchi, i decreti
che non risolvono
La strategia
del colpo di scena
Non servono
i giochi di Palazzo
Equilibri
sotto pressione
A chi giova
andare alle urne
Le incognite
per l'Italia
Strappo di Salvini
Ma Conte lo sfida
C'è il «sì» alla Tav
Caos nel governo
L'abisso
dell'America
Sì sulla Sicurezza
E ora la sfida Tav
Italia a rischio
compressione
La nuova svolta
del Cavaliere
Nuovo dialogo
con l'Europa
I nostri figli,
questi sconosciuti
L'Italia è fermo
e il governo litiga
Asse Londra-Usa
e il grande assente
La dodicesima
coltellata
Un super stimolo
per l'economia
Avanti con la Tav
C'è il sì all'Europa
Hanno ucciso
un nostro eroe
In mare 150 morti
e l'Europa assente
Se il governo
finisce in stallo
Conte promuove
l'Alta velocità
Tav e cantieri
sfida nel governo
Non si devono
indebolire i forti
Il nuovo sogno
ora è Marte
Italia in panne:
o crisi o pace
Il codice rosso
a tutela delle donne
L'Europa riparte
con una donna
Taglio delle tasse
sfida dal Viminale
Un Paese
da riparare
Choc Mihajlovic
La sfida più dura
Crisi di nervi
a Palazzo
Amia, casse vuote
e cassonetti pieni
Se in terza media
si ignora l'italiano
Se il tricolore
ritorna a volare
Stop agli sbarchi
con le navi militari
La spinta di Trump
sulle nomine Ue
Migranti, tocca
alla nuova Europa
La prima vittoria
del presidente
Se la Libia rilascia
ottomila migranti
Meno male che
c'è l'Alta velocità
Carola è libera
i nodi invece no
La capitana
e Antigone
Export, la Ue apre
al Sudamerica