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Editoriale

28.08.2019

Precari a spasso
e neo prof in classe

Nelle scuole parte la caccia ai supplenti, in questo momento ne mancano circa 200mila. Le vacanze sono finite, il nuovo anno sta per cominciare. È un problema grave, che sarà risolto male, con criteri improvvisati, per togliere una rogna alla burocrazia, non per preparare agli studenti un anno scolastico dal rendimento più alto possibile. È un problema cronico: oltre ai ritardi, gl'insegnanti non saranno assunti tutti in base al merito, ma in base a criteri di facilità di selezione. Per chi lavora nella scuola, è una condizione umiliante, perché indica che chi ha il potere non mette l'insegnamento tra le priorità. È un grave errore. I ragazzi degli studi pre-universitari sono sensibilissimi all'ambiente nel quale passano le ore più importanti della giornata, da come si sentono trattati nella scuola dipenderà il loro rapporto con lo Stato, il loro senso di fiducia, e dunque la loro onestà sociale.Un ragazzo che non trova un insegnante fisso si sente sbalestrato nell'improvvisazione, si fa un'idea dello Stato come inaffidabile. Uno studente che comincia con un insegnante e dopo qualche settimana se lo vede cambiare, deve staccare l'attenzione e la dipendenza che già nutriva per quell'insegnante e spostarle su un insegnante nuovo. Non è un'operazione facile né indolore, né priva di conseguenze. È un danno per la vita del ragazzo. Nella scuola universitaria gli studenti sono studiosi, puntano a un apprendimento culturale, nella scuola pre-universitaria l'apprendimento è anche comportamentale, l'insegnante è un modello come persona, come carattere, come serietà. Perciò la mancanza d'insegnanti nella scuola pre-universitaria è dannosa. Non dovrebbe verificarsi. Basterebbe lavorare alla caccia degli insegnanti non in queste settimane, a ridosso di settembre, ma ben prima. E si può: l'assunzione degli insegnanti è pianificabile con anticipo.Il metodo che si segue adesso è tale per cui verranno lasciati a casa tanti insegnanti precari ma già abilitati all'insegnamento, mentre decine di migliaia, saranno affidate a neo-laureati senza esperienza. C'è infatti una norma per cui chi vuole insegnare può presentare domanda direttamente ai presidi, si mette a loro disposizione (la domanda si chiama Mad, messa a disposizione), e i presidi che non abbiano altre graduatorie da cui pescare li possono chiamare.Ma voi affidereste un intervento chirurgico delicato a uno appena laureato che non ha mai operato? Beh, è la stessa cosa.

di FERDINANDO CAMON
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