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Editoriale

24.06.2019

Olimpiadi 2026
la nuova sfida

Poche ore e sapremo se l'Italia ospiterà le Olimpiadi invernali del 2026. È quasi una finale: da Sondrio a Cortina, dalla Valtellina a Bormio, spuntano come funghi i maxi-schermi collegati con Losanna, dove si riunirà il Comitato Olimpico internazionale. Il verdetto dovrebbe arrivare domani più o meno per le 18. In gara solo due candidature, quelle di Italia e Svezia. Una sfida che, tra l'altro, ha il sapore di una piccola rivincita, dopo l'amaro in bocca dell'eliminazione degli azzurri del calcio dai Mondiali del 2018 proprio da parte della nazionale svedese. Ora, però, non è più tempo di strategie o di tattiche. Si gareggia per vincere. E, sulla carta, siamo decisamente i più forti, nonostante la presenza, fra i «fuoriclasse» della Svezia, della principessa Vittoria. Da una parte il tandem Milano-Cortina, con le montagne più belle del mondo e una «potenza di fuoco», dal punto di vista della ricettività e dell'organizzazione, che ha pochi rivali al mondo. Dall'altro il duo Stoccolma-Are, con un unico punto di forza: la Svezia non ha mai ospitato un'Olimpiade. Per l'Italia sarebbe, invece, la terza volta. Un fattore che, per la verità, non dovrebbe influenzare più di tanto l'esito della votazione. Se non altro perché il progetto svedese è già finito nel mirino del comitato olimpico per le sue «manchevolezze» finanziarie. Da questo punto di vista, il Sistema Nord-Est, una delle aree più ricche d'Europa, offre sicuramente maggiori garanzie. Il progetto italiano, poi, coinvolge alcune delle montagne più belle del mondo. Con due appuntamenti che sono stati, fin dall'inizio, il fiore all'occhiello della candidatura tricolore. La cerimonia di apertura, infatti, dovrebbe svolgersi a San Siro: sarebbe la prima assoluta in un impianto così grande. Il gran finale dei giochi, invece, in uno dei monumenti più noti al mondo, l'Arena di Verona. Le gare coinvolgerebbero ben 14 siti, distribuiti fra la Lombardia e il Veneto, sull'asse Cortina-Bormio-Livigno. Le carte, a questo punto, sono tutte sul tavolo. La sfida di Losanna, però, assume anche un significato simbolico in un momento difficile della nostra reputazione a livello europeo. Le Olimpiadi in Italia nel 2026 avrebbero l'effetto di un'iniezione di fiducia e di ottimismo, una sorta di test sul grado di affidabilità del Bel Paese a livello internazionale. In gioco non ci sono solo gli interessi delle regioni del Nord-Est coinvolte nel progetto, ma l'immagine di un'intera nazione.

di ANTONIO TROISE
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