18 agosto 2019

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Editoriale

08.07.2019

Meno male che
c'è l'Alta velocità

Abbiamo dovuto aspettare un anno di riflessioni del governo giallo-verde sui costi benefici per apprendere quello che già si sapeva da tempo: la linea ferroviaria ad Alta Velocità si può fare. Ma soprattutto si deve fare per irrobustire il sistema produttivo e turistico di uno dei territori più industrializzati e produttivi d'Europa. Se non qui, verrebbe da dire, dove?Il via libera del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, è però per certi versi mortificante: la Tav non si deve fare per aiutare lo sviluppo e la crescita del Nord Est e quindi del Paese, ma solo perché non farla e recedere dai contratti costerebbe troppo. Significa avere una visione, ma di ciò avevamo già avuto purtroppo molte conferme dal ministro Toninelli, assolutamente contraria alla crescita e allo sviluppo, quasi che le attività produttive e l'industria, che creano posti di lavoro e ricchezza, fossero una iattura, un nemico da fermare.La relazione del Mit è sulla difensiva, non è propositiva; se si potesse si dovrebbe bloccare tutto, altro che accelerare. Ci sono un paio di raccomandazioni per ridurre i costi, ma non si fa cenno per esempio alle opere compensative che avranno ricadute positive sui territori attraversati; non si fa cenno alle ricadute positive degli spostamenti sia per turismo che per business; non si fa cenno alle Olimpiadi invernali che richiameranno milioni di persone tra Milano e Cortina. Pensiamo alla strada già intrapresa dalla Fiera di Verona per attirare sempre più visitatori con il treno invece che con l'auto; pensiamo all'aumento dei volumi di merci che viaggeranno su ferro invece che sui Tir, alleggerendo le autostrade. Se l'Austria chiude l'A22 ai Tir, come viaggeranno le merci?Verona, snodo internazionale con il primo interporto italiano, tenuta purtroppo ai margini dal piano regionale dei trasporti, in attesa da anni della variante alla Statale 12 e del collegamento con l'aeroporto, a questo punto può dire solo questo: meno male che la Tav c'è.

di MAURIZIO BATTISTA
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