18 agosto 2019

Blog

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Editoriale

08.02.2019

Le radici estirpate
di De Gasperi

Questo sarebbe il giorno adatto per far resuscitare Alcide De Gasperi. Non tanto per riaffidargli il compito di ricostruire l’Italia, cosa che già fece in modo egregio e in tempi più complicati di questo, quanto per renderci conto di dove l’Italia sia scivolata. Se oggi il leader trentino avesse la possibilità di leggere i titoli dei giornali gli prenderebbe un colpo: «La Francia richiama l’ambasciatore a Roma». Penserebbe di essere tornato in tempo di guerra e di aver concluso per niente il complicato lavoro diplomatico condotto a suo tempo per riportare l’Italia al tavolo delle democrazie europee. Memorabile il suo intervento alla conferenza di pace di Parigi (guarda caso) il 10 agosto 1946: «Prendendo la parola in questo consesso mondiale sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me...». Le radici dell’Italia democratica vennero piantate e irrobustite da quell’omino all’apparenza esile, in realtà forte come l’acciaio. E le radici più forti, destinate a durare, erano tre: la Costituzione italiana, l’adesione all’alleanza atlantica, con l’ingresso nel blocco occidentale a guida americana, e la fondazione dell’Unione europea. Sarebbe interessante sapere cosa direbbe adesso De Gasperi di fronte a una riforma che punta, di fatto, a esautorare il Parlamento in favore di metodi di democrazia diretta affidati all’uso massivo della rete. Sarebbe interessante sentirlo in merito ad un’Italia che, a proposito del Venezuela che sta morendo di fame grazie al delirio comunista di Maduro, si distingue come l’unico Paese dell’Ue che conta a stare dalla parte del caudillo bolivarista. E sarebbe interessante cogliere le emozioni dello statista di fronte a una Francia che richiama l’ambasciatore in Italia perché un vicepremier si dichiara solidale a quei gilet gialli che hanno come obiettivo quello di ribaltare l’Eliseo. La Francia con cui era abituato a parlare e a confrontarsi De Gasperi era quella di Jean Monnet, il politico che dedicò la sua vita proprio all’integrazione europea per far sì che la parola guerra non si dovesse neanche più pronunciare nel Vecchio continente reduce da due sanguinosi conflitti mondiali. L’ultimo presidente del Consiglio del Regno, e primo dell’era repubblicana, è morto 65 anni fa. Da allora sono cambiati tantissimi leader, sono state adottate diverse, talora opposte, politiche, com’è salubre che sia in democrazia. Ma quelle radici originarie non sono mai state strappate. Tornasse adesso non sarebbe felice di constatare che qualcuno ci stia provando. Meglio, per lui, che non possa tornare.

MARINO SMIDERLE
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1
Articoli
La strategia
del colpo di scena
Non servono
i giochi di Palazzo
Equilibri
sotto pressione
A chi giova
andare alle urne
Le incognite
per l'Italia
Strappo di Salvini
Ma Conte lo sfida
C'è il «sì» alla Tav
Caos nel governo
L'abisso
dell'America
Sì sulla Sicurezza
E ora la sfida Tav
Italia a rischio
compressione
La nuova svolta
del Cavaliere
Nuovo dialogo
con l'Europa
I nostri figli,
questi sconosciuti
L'Italia è fermo
e il governo litiga
Asse Londra-Usa
e il grande assente
La dodicesima
coltellata
Un super stimolo
per l'economia
Avanti con la Tav
C'è il sì all'Europa
Hanno ucciso
un nostro eroe
In mare 150 morti
e l'Europa assente
Se il governo
finisce in stallo
Conte promuove
l'Alta velocità
Tav e cantieri
sfida nel governo
Non si devono
indebolire i forti
Il nuovo sogno
ora è Marte
Italia in panne:
o crisi o pace
Il codice rosso
a tutela delle donne
L'Europa riparte
con una donna
Taglio delle tasse
sfida dal Viminale
Un Paese
da riparare
Choc Mihajlovic
La sfida più dura
Crisi di nervi
a Palazzo
Amia, casse vuote
e cassonetti pieni
Se in terza media
si ignora l'italiano
Se il tricolore
ritorna a volare
Stop agli sbarchi
con le navi militari
La spinta di Trump
sulle nomine Ue
Migranti, tocca
alla nuova Europa
La prima vittoria
del presidente
Se la Libia rilascia
ottomila migranti
Meno male che
c'è l'Alta velocità
Carola è libera
i nodi invece no
La capitana
e Antigone
Export, la Ue apre
al Sudamerica
La legge del mare
e quella dell'Italia
Quei ladri
di bambini
Sui migranti
Italia sempre sola
In freezer c'è solo
il nostro governo
Un esame
per il Paese
La crescita frena,
l'euro preoccupa
Olimpiadi 2026
la nuova sfida
La lezione
del presidente
Nascite e conti
doppia recessione
Se il Medioevo
entra a Palazzo
Il puzzle di Agsm?
Si deve rilanciare
I guai di Trump
e i rischi con l'Iran
Europa e Usa,
Roma alla prova
Il maestro
del bello
Sgambetto
al Cavaliere
Truffe agli anziani
la pena raddoppia
Il valore
della libertà
La centralità
delle imprese
La rivoluzione
del calcio in rosa
Cominciamo
a ridurre il debito
Finanza creativa
ad alto rischio
Difesa legittima
un labile confine
Un Presidente
vicino ai veronesi
La solitudine
di un angelo
Conti pubblici
l'Italia al bivio
L'ultimatum
dell'avvocato
Una città
da serie A
Quando il pedale
univa il Paese
Il monito
di Visco
La nuova Europa
e il peso di Roma
Il grande fratello
entra nell'asilo
Dove ci porta
il duello con l'Ue
Città, provincia
e il vento del Nord
Scossa in Europa
terremoto a Roma
Per l'Unione
e per Roma
Al Teatro Romano
in scena l'assurdo
Londra e Olanda:
sorpresa exit poll
Il Paese, i conti
e il voto europeo
Il padre ucciso
per legittima difesa
Guerra fredda
nel governo
La priorità
della fiducia
L'onda populista
e i conti dell'Italia
Salvini e Conte,
lite sui migranti
Voto e giustizia,
duello nel governo
Se la corsa al voto
accende lo spread
Lite verso il voto
E i conti ballano
Bene i selfie
ma ora i fatti
Cina e America
il duello globale
Allarme lavoro
l'Italia si spacca
Se i migranti
non aiutano Salvini
Separati in casa
I guai del governo
Politica e giustizia
l'eterno duello
La città raccolga
le sfide della Fiera
Salvini e Di Maio
duello senza fine
Debito pubblico
Italia nella spirale
I nuvoloni neri
del nostro debito