26 gennaio 2020

Blog

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Editoriale

13.06.2019

La centralità
delle imprese

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto-sicurezza bis. Ma non di sola sicurezza vive l'Italia. L'altra faccia della bollente medaglia si chiama economia. Lo ricordano, a Verona, una preoccupata assemblea di Confindustria. E a Bruxelles l'allarmato Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, che chiede all'Italia di non muoversi «in una direzione sbagliata». Per il mondo industriale, così come per le maggiori istituzioni sia nazionali che estere (dal Quirinale alla Bce), la procedura d'infrazione prospettata dall'Europa all'Italia per eccessivo disavanzo è un'insidia da scongiurare. «Non è interesse nazionale», dice Vincenzo Boccia. E anche per il presidente di Confindustria Verona, Michele Bauli, viste le sfide di America e Cina, non si può prescindere dalla grande costruzione europea. Dal canto suo Juncker, contrariamente alle rassicuranti previsioni di Luigi Di Maio («non credo che andranno fino in fondo), avverte che Roma corre davvero il pericolo del procedimento. E tale spada di Damocle europea potrebbe pendere sui conti pubblici «nei prossimi anni». Dunque, è la prospettiva che l'Italia resti a lungo sotto esame per la credibilità sulle misure annunciate, e soprattutto non attuate, per diminuire il rapporto fra debito e pil. Il pericolo di tale procedura non è soltanto che si arrivi a una multa dello zero virgola qualcosa sul prodotto interno lordo (scenario peggiore) dopo un procedimento che richiede svariati passaggi. La vera insidia è il litigio senza fine tra Roma e Bruxelles. Potrebbe avere effetti sui titoli di Stato: il differenziale che sale a livelli inaccettabili. Bene lo sanno il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, che confidano in un necessario accordo con Bruxelles. Una posizione «di buonsenso», come la definiscono gli imprenditori, che indicano nell'incertezza un altro grave motivo di allarme. Presidenti, ministri, industriali: voci e ambienti diversi tra loro, ma concordi sulla priorità della riduzione del debito pubblico. Solo in questo contesto potrebbe avere effetto - sottolineano gli imprenditori - non già l'annunciata, ma generica diminuzione delle imposte in uno dei Paesi più tartassati d'Europa, bensì una riforma complessiva del fisco che abbatta anche il costo del lavoro. Per consentire alle imprese di ritrovare la loro centralità nell'economia. Incentivare la crescita e creare lavoro: la vera sfida italiana all'Europa che non si fida, dovrebbe ricominciare da qui. www.federicoguiglia.com

di FEDERICO GUGLIA
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1
Articoli
Se una scuola
divide i ceti sociali
Famiglie in salvo
grazie ai nonni
In America parte
la corsa elettorale
Un ministro non può copiare
Export e crescita
serve più coraggio
Perché l'autonomia
non può aspettare
Referendum
sulle poltrone
Quei giovani
in fuga dal Paese
In Italia crescono le distanze sociali
Se i nostri figli
non sanno leggere
In gioco ci sono i nostri risparmi
Razzismo, lezione da Ezio Greggio
Quota 100 e vincoli
frenano i Comuni
Salvini, la sinistra e le sardine
Se pure i 5 Stelle
cadono sulla casa
Crisi industriali
Italia disarmata
L'impeachment
scuote l'America
Una pioggia,
ma di mazzette
Mai abbassare
la guardia
Destino dell'ex Ilva
Italia alla prova
Cosa significa
essere italiani
Scelte della Bce
l'Italia trema
Quegli insulti a Liliana Segre
Evasori, carità
e triade maledetta
Rebus Brexit in riva all’Adige
Quei 39 fantasmi
morti nel tir
I figli all'estero,
la nostra sconfitta
Più show che lotta
tra i due Matteo
La fuga di cervelli parte dal Nordest
Curdi, ebrei
e l'Europa assente
Un buon inizio
ma strada in salita
Tra Ue e Usa
c'è la questione cinese
Il Bengodi
dei ciabattoni
Divise le poltrone si pensi al Paese
Il dilemma politico
dell'Eurozona
La rivoluzione
in retromarcia
La sfida del Veneto
è avere peso a Roma
Questione fiscale
al primo posto
Annega a 18 anni nel Garda
Intesa su Conte-bis
ma i programmi?
Precari a spasso
e neo prof in classe
La partita
delle anomalie
Trump, Cina e G7
Una partita aperta
I politici e l'Italia,
mondi paralleli
L'economia
e la demagogia
Nuovo governo,
la strada del Colle
Il buio di una crisi
e i conti del Paese
Dagli slogan
alla responsabilità
I conti della politica
e quelli del rigore
La responsabilità
dei governi
La stella polare
del Quirinale
Politica distante
dal Paese reale
Sbarchi, i decreti
che non risolvono
La strategia
del colpo di scena
Non servono
i giochi di Palazzo
Equilibri
sotto pressione
A chi giova
andare alle urne
Le incognite
per l'Italia
Strappo di Salvini
Ma Conte lo sfida
C'è il «sì» alla Tav
Caos nel governo
L'abisso
dell'America
Sì sulla Sicurezza
E ora la sfida Tav
Italia a rischio
compressione
La nuova svolta
del Cavaliere
Nuovo dialogo
con l'Europa
I nostri figli,
questi sconosciuti
L'Italia è fermo
e il governo litiga
Asse Londra-Usa
e il grande assente
La dodicesima
coltellata
Un super stimolo
per l'economia
Avanti con la Tav
C'è il sì all'Europa
Hanno ucciso
un nostro eroe
In mare 150 morti
e l'Europa assente
Se il governo
finisce in stallo
Conte promuove
l'Alta velocità
Tav e cantieri
sfida nel governo
Non si devono
indebolire i forti
Il nuovo sogno
ora è Marte
Italia in panne:
o crisi o pace
Il codice rosso
a tutela delle donne
L'Europa riparte
con una donna
Taglio delle tasse
sfida dal Viminale
Un Paese
da riparare
Choc Mihajlovic
La sfida più dura
Crisi di nervi
a Palazzo
Amia, casse vuote
e cassonetti pieni
Se in terza media
si ignora l'italiano
Se il tricolore
ritorna a volare
Stop agli sbarchi
con le navi militari
La spinta di Trump
sulle nomine Ue
Migranti, tocca
alla nuova Europa
La prima vittoria
del presidente
Se la Libia rilascia
ottomila migranti
Meno male che
c'è l'Alta velocità
Carola è libera
i nodi invece no
La capitana
e Antigone
Export, la Ue apre
al Sudamerica
La legge del mare
e quella dell'Italia
Quei ladri
di bambini
Sui migranti
Italia sempre sola