22 ottobre 2019

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Editoriale

26.08.2019

L'economia
e la demagogia

I grillini fedeli al loro spirito demagogico, mettono come pregiudiziale all'accordo con il Pd il taglio del numero dei parlamentari. Zingaretti sembra accogliere la richiesta, anche se i suoi cercano di inquadrarla in un più completo provvedimento di riforma costituzionale e di revisione della legge elettorale. Mentre è da affrontare invece con priorità il tema della crescita economica e del rilancio del Paese. C'è da sperare che gli italiani si siano stancati di essere presi in giro con proposte come il taglio dei parlamentari, fatte per di più da chi poi si dimostra più attaccato alle poltrone dei vecchi politici. Si tratta di risparmi irrisori, meno di 100 milioni all'anno, che non migliorano la funzionalità delle istituzioni, squilibrando gravemente la rappresentanza al Senato di molte Regioni, così come sarebbe eliminata del tutto la presenza dei partiti più piccoli.I problemi che riguardano i cittadini sono ben altri: in primo luogo quelli relativi al lavoro e al salario. E per affrontarli bisogna rimettere in moto la crescita e cioè fare azioni coraggiose di risanamento dei conti pubblici e di riforme del sistema del welfare, che sono per ora estranee non solo ai programmi di Pd e 5Stelle, ma anche del tutto opposte alla ricetta proposta da Salvini che promette riduzioni delle tasse basate integralmente sull'aumento del debito pubblico. Una ricetta che ci porterebbe fuori dall'Europa non solo dall'euro, per avvicinarci alla Turchia che ha una inflazione del 70%. Oggi si parla, dopo la riduzione del numero dei parlamentari, della necessità di evitare l'aumento dell'Iva, che peraltro è stato previsto nella precedente finanziaria, quella varata dal governo Conte. È un intento lodevole ma non ha nessun valore se i politici non ci dicono con chiarezza dove intendono prendere i 23 miliardi necessari a sterilizzare gli aumenti Iva. Vogliono aumentare altre tasse? Oppure si punta al taglio delle spese? La buona politica deve basarsi su un progetto credibile di società, proposto con chiarezza e senza inganni, ai cittadini. Per il momento tutte le forze politiche si nascondono dietro a cortine fumogene di proposte demagogiche, inutili o spesso, irrealizzabili. Rinviare le elezioni per evitare che gli italiani siano chiamati ad esprimersi su proposte così confuse ed ingannevoli, è un buon proposito. Ma occorre farlo con un governo che abbia il coraggio di dire la verità agli elettori, e non che prosegua la politica del governo appena caduto, che è rimasto vittima della sua propaganda e delle promesse irrealistiche.

di ERNESTO AUCI
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