16 ottobre 2019

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Editoriale

23.05.2019

Il Paese, i conti
e il voto europeo

Il presidente della Confindustria, Vincenzo Boccia, questa volta ha impugnato il bastone e ha distribuito randellate in maniera eguale a entrambi i partiti del governo. All'assemblea dell'associazione, l'ultima del suo mandato, Boccia ha rinfacciato a Lega e 5Stelle tutte le cose che non vanno, che stanno condannando l'Italia a una quasi recessione. Ha cominciato ricordando che le avventate dichiarazioni dei due vice presidenti, ma soprattutto di Matteo Salvini, ingenerano sfiducia e fanno aumentare lo spread. Sono parole «contro l'interesse nazionale» ha scandito, tra gli applausi, il presidente degli industriali.Boccia ha poi dedicato un ampio capitolo all'Europa, dicendo che noi non abbiamo alternative a stare dentro l'Unione europea, ma che dobbiamo starci con credibilità e progetti chiari e realistici. Francia e Germania sono i nostri partner naturali e quindi le polemiche nei loro confronti sono controproducenti. Ci serve più integrazione con l'Europa. L'intenzione di Salvini e Giorgia Meloni di averne meno è una sciocchezza. La nostra situazione è critica perché come aveva detto per tempo la Confindustria, non ha senso fare più deficit per aumentare le spese correnti (si legga reddito di cittadinanza e quota 100). Basta promesse che non si possono mantenere e che ingannano i cittadini.In autunno dobbiamo fare una manovra di almeno 32 miliardi di euro. Occorreranno scelte giuste e lungimiranti per sostenere la crescita e nello stesso tempo ridurre deficit e debito.Non facile, ma si può fare. Boccia, ad esempio, ha detto che se riuscissimo a portare lo spread a livello della Spagna, potremo risparmiare già il prossimo anno oltre 5 miliardi. E poi Boccia ha illustrato un programma in dieci punti che a suo parere, potrebbe farci uscire da questa pericolosa situazione e creare più lavoro e maggiore benessere per i cittadini. Si tratta per lo più di cose note, che si consigliano da tempo, ma che l'attuale governo ha completamente ignorato. Ma oggi, come ha detto Boccia, servirebbero visione a lungo termine e coraggio perché i nostri figli e nipoti ci giudicheranno su quello che faremo nelle prossime settimane. Ma non sembra che i due partiti al governo siano interessati all'avvenire.Continuano con la demagogia per raggranellare qualche consenso con lo sguardo a domenica prossima. Poi si vedrà, per loro ogni giorno si riparte da zero.

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