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Editoriale

31.10.2019

Evasori, carità
e triade maledetta

La stangata fiscale sui redditi sopra i 120mila euro, sulla carta, potrebbe apparire non ingiusta. I La stangata fiscale sui redditi sopra i 120mila euro, sulla carta, potrebbe apparire non ingiusta. In fondo chi guadagna tanto può permettersi di pagare una ulteriore cifra che, secondo gli esperti, varierà dai 500-1.000 euro secondo i casi. Come pure è, sempre sulla carta, corretto che le detrazioni sanitarie e il bonus asilo finiscano per riguardare soltanto coloro che dichiarano sotto i 25mila euro.In realtà nel Paese dell'evasione fiscale, le norme contenute in finanziaria finiranno per andare a pesare sempre sulle stesse categorie di contribuenti. Sì, perché sia nel caso dei redditi alti, che di quelli bassi a finire tartassati saranno quelli che le tasse sono costretti a pagarle fino in fondo, ovvero i lavoratori dipendenti ed i pensionati. Per carità, non siamo qui ad affermare che tutti coloro che non hanno una busta paga siano evasori. Anzi, le partite Iva sono una spina dorsale d'Italia. Ma le statistiche ci dicono che è proprio dal lavoro autonomo oltre che dai grandi flussi finanziari e dal lavoro nero che nasce la grande voragine dei mancati introiti del fisco. E dunque senza una vera lotta all'evasione la finanziaria finirà per essere più depressiva sul fronte dei consumi e del lavoro che espansiva. Con buona pace del tanto sbandierato evitato aumento dell'Iva.Ma poi c'è un'altra grande questione non affrontata in manovra: come ha lucidamente delineato nel suo ultimo libro Luca Ricolfi l'Italia ormai si basa su tre caratteristiche: il ricorso alla ricchezza accumulata dalle generazioni precedenti, l'aumento del debito pubblico, ed infine quella che viene definita l'infrastruttura paraschiavistica.Che i giovani vivano con i risparmi dei nonni è cosa assodata, come pure che l'aumento del debito pubblico condizioni l'intera società. C'è infine il grande problema, soprattutto nelle aree del Sud del Paese, di una generazione che il mercato tiene ai margini offrendo ad essa soltanto occasioni di lavoro a paghe da terzo mondo. È agendo sulla leva fiscale in favore di chi crea occupazione che si può sperare di ingenerare una ripresa virtuosa di investimenti ed occupazione e dunque interrompere gli effetti della «triade maledetta» descritta pocanzi.Inoltre il governo spera di risolvere il problema dell'occupazione con la carità di Stato del reddito di cittadinanza. Un pannicello caldo che non risolve la questione delle opportunità per i nostri giovani migliori mentre in una buona parte dei casi premia i fannulloni.

di Romolo Damiano
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